Commento al Vangelo del 5 Maggio 2020 – p. Ermes Ronchi

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IL NODO PERFETTO

Giovanni 10,22-30
Le mie pecore non andranno mai perdute e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre.

Non andremo mai perduti. Gesù si lega al nostro futuro, ci lega alla sua storia, con una immagine di lotta, di combattiva tenerezza: Nessuno strapperà le mie pecore dalla mia mano. E’ tutt’altro che il pastore sdolcinato e romantico di tanti nostri santini, un quadretto bucolico tra teneri agnellini, prati e ruscelli. Le sue sono mani forti di lottatore contro lupi e ladri, mani vigorose che stringono un bastone che è strumento di difesa e di lotta.
E nel caso avessimo inteso male, se restassero dei dubbi, Gesù ribadisce la promessa coinvolgendo il Padre: NESSUNO può strapparle dalla mano del Padre. Il vangelo riporta questa parola totale, assoluta: nessuno, subito raddoppiata: nessuno può strapparle, nessuno le strapperà.
E la rafforza con un’altra parola infinita: mai. E non andranno MAI perdute.
Io sono vita indissolubile dalle mani di Dio. Legame che non si strappa, NODO CHE NON SI SCIOGLIE, MAI.

L’ eternità è un posto fra le mani di Dio.

Io sono vita che non andrà perduta. Amato che niente e nessuno porterà via da casa, legame non lacerabile.
Siamo come passeri che hanno il nido nelle sue mani, come bambini, ci aggrappiamo forte a quella mano che non ci mollerà mai, come innamorati cerchiamo la mano che scalda il freddo delle solitudini, come crocefissi ripetiamo: nelle tue mani affido la mia vita.
E, se siamo a sua immagine, allora anche noi possiamo prendere e ripetere parole copiate da Dio, e dire ai nostri cari: nessuno ti strapperà dalla mia mano. Mai.
Coloro che amiamo, e ci amano, meritano queste parole divine.

Se mettiamo in pratica la parabola del pastore, se la estendiamo a una porzione di mondo, oltre il perimetro breve del cortile di casa, allora la religione diventerà ciò che è davvero: non l’oppio dei popoli, ma l’adrenalina dei popoli (B. Borsato).


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AUTORE: p. Ermes Ronchi
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