Commento al Vangelo del 4 febbraio 2018 – Gian Carlo Olcuire

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Un miracolo di poco conto, solo perché Gesù gioca in casa o perché la malattia non sembra così grave? È invece da tenere a mente, la guarigione di Cafarnao, per l’impegno di entrambi i protagonisti.

LA GUARIGIONE DELLA SUOCERA DI SIMONE
LA GUARIGIONE DELLA SUOCERA DI SIMONE
(1020 ca., dall’Evangeliario della badessa Hitda di Meschede, Darmstadt, Biblioteca universitaria dell’Assia)

Si inizia da quello di Gesù che, anche lontano dagli sguardi della gente, sa farsi carico di un problema minimo, pur di alleggerire i pesi altrui. È questo il significato dei suoi segni, indipendentemente dalla dimensione e dall’eco: sono tutti tesi a rialzare (lo farà pure col genero di lei, tirandolo su dalle onde… lo fa con l’adultera, sollevandola dai peccati…), tesi a rimettere in piedi, a far stare meglio. E, se possibile, pure a scuotere chi è presente, talmente concentrato su di sé da non vedere chi sta male.

Considerato – a torto – un miracolo secondario, questo per la suocera di Pietro è notato di rado dagli artisti e, quando succede, la donna viene messa a letto. Qui, a sorpresa, è rimessa in piedi e chissà che ciò non sia dovuto alla sua reazione, che nei miracolati non è sempre di disponibilità immediata: la suocera di Pietro, al contrario, avendo compreso lo spirito di servizio di Gesù, se ne lascia contagiare e, appena risanata, si mette subito a servire.

Non è dunque, il suo, un semplice dire grazie, ma un fare la propria parte provando a dare altrettanto. Secondo Silvano Fausti, la donna capisce che «il vero miracolo che ci rende simili a Dio è la capacità di amare, e amare vuol dire servire».

I gesti di Gesù, di farsi vicino e di prenderla per mano, sono facili, fattibili e insegnano come cominciare a muoversi per rimettere al mondo un fratello o una sorella. La suocera di Pietro capisce tali gesti dopo averli visti su di sé. Lei, che non è una donna di servizio perché ce l’ha scritto nei geni, coglie che la gratuità e la generosità sono la risposta a un bene ricevuto.

A cura di Gian Carlo Olcuire per il sito www.vinonuovo.it

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
della V Domenica del Tempo Ordinario – Anno B

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Mc 1, 29-39
Dal Vangelo secondo Marco
29E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. 30La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. 31Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. 32Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. 33Tutta la città era riunita davanti alla porta. 34Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. 35Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. 36Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. 37Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». 38Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». 39E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 04 – 10 Febbraio 2018 2018
  • Tempo Ordinario V
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

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