Commento al Vangelo del 4 agosto 2018 – Monastero di Bose

108

Assistiamo a un flashback narrativo: l’evangelista Matteo, facendo un salto temporale, ci riporta alle circostanze della morte di Giovanni Battista.

Erode vorrebbe eliminare Giovanni non solo perché aveva osato metterlo in discussione nelle sue scelte personali, personalissime, come prendere per moglie la moglie di suo fratello Filippo, ma perché personaggio scomodo, con un seguito che poteva essere pericoloso per lui stesso e per il potere romano. A frenarlo il timore di un’insurrezione di chi lo considera un profeta.

Ed ecco che la trama ordita da sua moglie Erodiade risolve l’empasse. Erode si trova vincolato a una promessa fatta pubblicamente e non esita ad eseguire quanto viene richiesto dalla figlia di Erodiade.

Il racconto diventa grottesco e macabro nel suo procedere. Gli eventi si incalzano con una certa ineluttabilità e dietro ogni scena si vede la mano protesa di Erodiade che muove i personaggi come marionette. È lei la vera e accorta regia della vicenda, non compare mai direttamente sulla scena, ma influenzando, o possiamo dire manipolando la figlia, si serve del potere di suo marito per fare i propri interessi.

La morte di Giovanni è tragica, banale e inevitabile come spesso al morte dei giusti, come lo sarà la morte di Gesù. Nel nostro brano questo episodio è incorniciato da due riferimenti, entrambi importanti, alla figura di Gesù.Da un lato il brano si apre con Erode perplesso e insospettito dal successo dell’insegnamento di Gesù.

Possiamo pensare che la somiglianza tra Gesù e Giovanni sia stata una fonte di timore per Erode, che pur non dimostrava di disprezzare la figura di Giovanni.

Di nuovo Erode si trova di fronte ad un personaggio pericoloso per l’ordine pubblico e che può avere un messaggio che mette in discussione la sua appagante modalità di vita. Di qui il terrore del già visto lo fa dire: “Costui è Giovanni Battista. È risorto dai morti” (Mt 14,2).

Giovanni si mostra come la voce che grida dal deserto per chi voce non ha, voce che penetra le orecchie indurite di chi non vuole ascoltare e per questo diventa un personaggio scomodo, da eliminare.

Gesù, il Verbo, di fronte a Erode, pur curioso di incontrarlo, tace, di un silenzio insopportabile e questo contribuisce alla sua condanna a morte (Lc 23,8). E anche nel suo caso la paura della reazione della folla non sarà sufficiente a fermare l’intento omicida.

Dopo la decapitazione di Giovanni i suoi discepoli vanno a prendere il corpo, lo seppelliscono e vanno ad informare Gesù. In questo passaggio, che sembra logico e naturale vediamo la continuità tra le due figure.

I discepoli di Giovanni, perso il loro maestro, vanno ad informare quello che era stato indicato come colui che deve crescere quando e quanto Giovanni deve diminuire e Gesù raccoglie la notizia andando in disparte, nel luogo dove incontrare il Signore, per poi compiere uno dei segni più eloquenti del suo ministero pubblico: la moltiplicazione dei pani.

La strada è stata preparata fino alla fine, ora è tempo che Gesù cresca fino ad illuminare le genti, fino ad oggi.

sorella Elisabetta della comunità monastica di Bose

Puoi ricevere il commento al Vangelo del Monastero di Bose quotidianamente cliccando qui

Mt 14, 1-12
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!».
Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta.
Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista».
Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre.
I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Articolo precedenteIl Vangelo del giorno – sabato 4 Agosto 2018 – Gesuiti
Articolo successivoIl Vangelo del giorno per la famiglia – sabato 4 Agosto 2018