Commento al Vangelo del 26 Marzo 2020 – Servizio Pastorale Giovanile di Pompei

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«Voi non volete venire a me per avere vita».

Suonano aspre le parole che Gesù rivolge ad alcuni giudei ma la sua durezza è comprensibile. “Dimostra che sei figlio di Dio”: così lo sfidano. Uomini e donne del suo tempo conoscono a memoria la Legge, osservano sacrifici, frequentano il Tempio.

Ma sono così chiusi di cuore da non riconoscere in Lui il figlio di Dio. Ed allora, come in un tribunale, Gesù porta prove a sostegno della sua origine divina: la testimonianza del Battista che Gesù è via, verità e vita! Quella del Padre, incontestabile, perché Dio non inganna nei suoi giudizi. Quella delle opere e delle scritture.

Ma in quell’aula virtuale, nulla sembra bastare. E forse è ancora così. Siamo alla continua ricerca di conferme, segni, miracoli, che dimostrino l’esistenza e la presenza di Dio accanto a noi. Come i giudei, non vogliamo vedere l’amore infinito tra un Padre di misericordia ed un Figlio d’amore donato per la salvezza dell’uomo.

Prima o poi, però, anche ai più diffidenti capiterà di scoprire che, Gesù lascia sempre aperta la via che porta alla verità.


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