Commento al Vangelo del 25 Marzo 2020 – Servizio Pastorale Giovanile di Pompei

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«Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».

Il Vangelo dell’Annunciazione è meraviglioso: ci dice che Dio fa miracoli con ciascuno di noi così come siamo, con i nostri punti di forza, ma soprattutto con le nostre debolezze.
Se ci pensiamo, per noi credenti, l’incontro di Maria con l’arcangelo Gabriele è uno dei momenti più alti mai vissuto da un essere umano sulla Terra. Dio sceglie di parlare con una ragazza, e le chiede di accogliere il Suo Figlio e Salvatore del mondo. Al confronto di Maria, il primo uomo sulla luna o il più grande capo di stato impallidiscono! Ecco, in questo momento straordinario, Maria non si comporta come un eroe del cinema.

La sua prima reazione è la più umana possibile: un dubbio. «Come è possibile?». Anche noi, probabilmente, avremmo reagito così.

Lo sappiamo perché il dubbio fa parte della nostra esperienza di vita e di fede. Ci facciamo spesso proprio questa domanda: «Come è possibile?». A volte la rivolgiamo anche a Dio stesso: «Come è possibile credere in Te?». Per Dio, il nostro dubbio non è un problema. Con pazienza, come fa l’angelo con Maria, ci spiega. Ci spiega il Suo amore nelle piccole Annunciazioni di ogni giorno, nei piccoli gesti che rendono presente Gesù nella nostra vita. È Annunciazione la Parola quotidiana, ma è Annunciazione anche lo sguardo di una persona cara, il gesto di un amico, una parola detta al momento giusto, un’opera di solidarietà. Quale sarà, o qual è stata, la tua Annunciazione della venuta di Gesù nella giornata di oggi?

Davanti alla prova dell’amore di Dio, Maria non ha perso la sua fragilità. Ma decide di dire un’altra parola: «Mi fido». Dio non ci chiede di essere perfetti, perché solo Lui lo è. Gli basta la nostra fiducia in Lui: nella nostra debolezza, farà miracoli.


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