Commento al Vangelo del 23 novembre 2017 – don Mauro Leonardi

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Come Maria ha avuto la grazia di poter ricevere Gesù nel proprio grembo nell’Annunciazione, così Gerusalemme lo riceve nella morte e nella resurrezione.

Ma mentre Maria nel Magnificat, pur con tutta l’ombra del Mistero che in essa è insita e che genera nella Madonna un umanissimo turbamento, è gioiosamente cosciente della grazia che l’avvolge e l’accoglie, Gerusalemme invece non vuole vedere e non vuole e non vuol credere. E così diventa città del pianto.

Poesia

Conosco le tue lacrime, amore mio.
Le ho piante anche io.
Sono le lacrime di chi è vicino alla sua sposa.
Al suo sposo.
Sono le lacrime di chi vede che si avvicina chi ama.
Sono lacrime di amore.
Conosco quelle lacrime, amore mio.
Quando si ama da morire.
Quando si ama da vivere.
E chi ami ti sembra non capisca.
E chi ami ti sembra che non ami te, in modo uguale.
E chi ami è fonte di pianto, di lotta, di notti in bianco.
Sono le lacrime di chi ama e ha le braccia vuote.
Le conosco quelle lacrime.

Ogni volta che ho fatto piangere chi amavo.
Ogni volta che non mi sono accorta dello sguardo di chi mi amava.
Ogni volta che ho perso un giorno, anche un solo giorno di pace, e non ho amato.
Sono arrivati.
Incubi, paure, pensieri cupi di tradimento, e dolore e lacrime.
Mi hanno assediato.
Si sono accampati intorno a me.
Hanno assediato le mie notti.
Mi hanno stretto la gola e tolto il fiato.
Ucciso i miei sogni e tutto l’amore che avevo dentro di me.
E io non c’ero più.
Ogni volta che ho perso il tuo sguardo.
Ogni volta che non mi hai visitata.
Che non c’eri.
Che non c’ero.
Ogni volta.
Ho perso tutto.

Solo le lacrime.
In certi giorni.
In certi momenti.
Solo le lacrime.
Sono le parole giuste.
Certi giorni.
Certi momenti.
Le parole giuste.
Non escono dalla bocca.
Ma dagli occhi.
E si chiamano lacrime.
È quando vedi.
Che chi ami non ha tempo per te.
Non si accorge nemmeno che ci sei.
Sei nella sua vita.
Ma lui non ti riconosce.
Tu lo guardi.
E lo chiami.
E lui non ti vede.
Sei nascosto ai suoi occhi.
E allora crolla tutto.
Tutto.
Amore mio, riconoscimi sempre.
Amore mio.
Metti il tuo sguardo su di me.
Sei la mia pace.
Riconosco solo te.

Amore mio.
Sono arrivati.
Ho perso il tuo sguardo.
E sono arrivati.
Non ho compreso.
Ho perso la pace.
E mi hanno circondata.
Eri dentro di me.
Unito.
Una cosa sola con me.
Come sempre.
E io ti avevo perso.
Non me ne accorgevo più.
E sono arrivati.
E mi hanno assediato.
E stretto.
Amore mio.
Sono i nemici della mia pace.
Distruggono tutti i miei giorni e tutte le mie notti.
Non perderò più la pace.
Non perderò più il tuo sguardo.
Sono visitata.
Sei qui.
Sono abitata.
Sei tu.
Ti amo da morire.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Lc 19, 41-44
Dal Vangelo secondo  Luca

In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo:
«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi.
Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

don Mauro offre la possibilità di lasciare intenzioni per la Messa della mattina sulla pagina Facebook del suo blog “Come Gesù” ogni giorno alle ore 19.

Questo commento/poesia del vangelo del giorno è fatto dalla prospettiva di una delle donne senza nome che seguivano Gesù (cfr Lc 8, 1-3). Il suo nome è Zippi (Zippora).

A cura di don Mauro Leonardi – Il suo blog è “Come Gesù

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