Commento al Vangelo del 20 Febbraio 2020 – Padre Antonio Salinaro

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Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?».

Anche Gesù non sfugge alla bellezza di essere riconosciuti da chi ha avuto contatti con lui … e noi sappiamo benissimo che l’essere riconosciuti per quello che siamo e che portiamo in noi, è una gioia del cuore: ci fa cantare, ci invita al futuro, apporta un guizzo di fiducia… questa domanda di Gesù che ci invita a rivedere il nostro rapporto con lui, diventa anche il prototipo di ogni relazione vera: mi interessa sapere chi sei anche se rimani un mistero … e si!!!

Perché anche nelle relazioni più intime e belle il mistero dell’altro deve rimanere un terreno da scoprire e da conquistare…

Gesù il maestro di vita e di relazione ci invita a navigare come gli esploratori nei nostri legami per non perdere la bellezza della scoperta.

Buona giornata!

A cura di p. Antonio Salinaro su Facebook


Tu sei il Cristo …. Il Figlio dell’uomo deve molto soffrire.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 8, 27-33   In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.  E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».   Parola del Signore

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