Commento al Vangelo del 2 Febbraio 2018 – don Mauro Leonardi

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Simeone ha creduto in Cristo con una fede pari solo a quella di Maria. Ha creduto quando ogni logica avrebbe giudicato sterile ogni attesa ed inutile ogni speranza. Lo Spirito ha schiuso gli occhi di Simeone, feriti dalla cecità e dalla vecchiaia, alla visione del Paradiso manifesto in un Dio fatto bambino, fatto carne.

Poesia

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Vita mia adorata.
Ti porto tutta la mia vita nelle mani.
In una mano quanto ho di più bello e prezioso: la tua vita, amore mio.
Nell’altra quanto di più povero e piccolo ho: la mia vita. Come due colombe.
Tutto.
Tutto ti dono.
Tutto ti prendi.

Ogni legge rispettata.
Ogni legge onorata.
Con te nella mia vita.
Il mio poco basta per dare senso alla legge.
Con te nella mia vita.
La mia vita è solo da donare.
A Dio.
A tutti.

Ci sono stati tanti giorni.
Giorni per purificarsi.
Giorni per presentarti al tempio.
Giorni per i sacrifici.
Giorni per ascoltare profezie.
Giorni per ricevere benedizioni .
Giorni per ascoltare le tue lodi.
Ma ora torniamo a casa.
Voglio stare con te.
A casa.
Con te.
Insieme.
A lasciare che i giorni passino.
Che la grazia ci riempia.
L’amore ci nutra.

Quanto stupore da quando sei nato.
Quanto timore.
Quanti gloria.
Quante lodi.
Quante benedizioni.
Quante profezie.
Quante domande.
E una sola risposta. Tu.
Tu in bocca agli angeli.
Tu nei miei Amen.
Tu nei sogni di Giuseppe.
Tu nelle sue braccia pure.
Tu negli sguardi dei pastori.
Tu nei desideri dei magi.
Tu nelle parole e nell’attesa di profeti e profetesse.
E ora voglio solo stare con te a casa.
E ora voglio solo stare dentro di te.
Ascoltare e vivere solo te.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Lc 2, 22-40
Dal Vangelo secondo Luca

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

don Mauro offre la possibilità di lasciare intenzioni per la Messa della mattina sulla pagina Facebook del suo blog “Come Gesù” ogni giorno alle ore 19.

Questo commento/poesia del vangelo del giorno è fatto dalla prospettiva di una delle donne senza nome che seguivano Gesù (cfr Lc 8, 1-3). Il suo nome è Zippi (Zippora).

A cura di don Mauro Leonardi – Il suo blog è “Come Gesù

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