Commento al Vangelo del 15 Marzo 2020 – Servizio Pastorale Giovanile di Pompei – Gv 4, 5-42

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CHE SETE HAI?

Gesù conosce la vita di questa donna samaritana con i suoi peccati; da Lui non si sente giudicata ma accettata, addirittura, si sente amata. Ha capito che quest’uomo che chiede a lei da bere è l’unico che può riempire il suo cuore e la sua vita infelice e insoddisfatta. Perciò è lei stessa che chiede a Gesù: “Signore, dammi quest’acqua”. L’incontro della samaritana con Gesù cambia la sua vita e si accorge di aver trovato il senso della propria esistenza.

Questo avvenimento di Gesù con la samaritana mi ricorda che la mia consacrazione è frutto proprio di un incontro personale con Gesù, che mi ha fatto sentire amata così come sono. La mia consacrazione è un dono di Dio, è una grazia. Questo dono non è merito mio, ma è frutto del suo sguardo misericordioso su di me.

Nel Centro Oratoriale “Crescere Insieme”, dal mese di settembre 2019, vivo un’esperienza bellissima perché accogliamo bambini dai 6 ai 15/16 anni, provenienti da famiglie disagiate. Com’è vera l’espressione della Samaritana che chiede a Gesù: “Signore dammi quest’acqua”. Si, perché questi nostri bambini hanno bisogno di essere, accolti, amati, accompagnati. L’impegno nostro è di aiutarli a comprendere che tutto può cambiare nella loro vita, se sanno riconoscere che l’unica fonte per dissetare la sete del bisogno è solo Lui, Gesù.

Quindi, stando a contatto con questa realtà, Gesù mi chiede di accogliere questi bambini con lo stesso sguardo che Lui ha rivolto a me, e alla Samaritana: uno sguardo di amore, di comprensione, di accettazione, di bontà, ma soprattutto uno sguardo di misericordia che non giudica perché loro sono oggetto dell’amore infinito di Dio; sono preziosi ai suoi occhi così come lo sono io.

Ringraziamo Suor Maria Sally delle Suore domenicane “Figlie del Santo Rosario di Pompei”, per il commento di oggi.


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