Commento al Vangelo del 14 febbraio 2018, Mercoledì delle Ceneri – Mons. Angelo Spinillo

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Il commento al Vangelo di mercoledì 14 febbraio 2018 a cura di Mons. Angelo Spinillo, Vescovo della Diocesi di Aversa.

Mons. Angelo Spinillo inaugura il nuovo ciclo dei commenti alla parola del Signore e lo fa a partire dal mercoledì delle Ceneri.

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Il cammino nella vita della nostra comunità, dunque, entra nel tempo della Quaresima, un tempo nel quale “siamo chiamati a concentrarci sul contenuto della nostra fede”.

Il Vescovo di Aversa riprende le parole del Santo Padre, il quale ci ammonisce sulle insidie del peccato, che stende una sorta di gelo sull’anima: “Il peccato ci impedisce di vedere tutto il bene che ci circonda, di metterci in ascolto della vita e in dialogo con i fratelli e le sorelle che la grazia di Dio ci permette di incontrare ogni giorno”.

Intraprendiamo allora il percorso della Quaresima, che si sviluppa in tre momenti essenziali: la preghiera, il digiuno (ovvero, la penitenza) e la carità.

“Momenti essenziali per vivere a fondo la nostra fede e, quindi, per cercare Dio, liberandosi da tutto ciò ostacola il nostro slancio verso qualcosa di più grande: la Pasqua, ovvero la vita nuova, la pienezza del bene”.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Mt 6,1-6.16-18

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.

Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».