Commento al Vangelo del 12 novembre 2017 – don Silvio Longobardi

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Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono [exēlthonincontro allo sposo” (25,1). 

Nel versetto iniziale troviamo tutte le coordinate essenziali della parabola: si parla delle vergini e delle lampade e si chiarisce il motivo che ispira e orienta la loro vita e i loro passi: camminano verso l’incontro con lo sposo. Ciascuno di questi elementi richiede un’attenta riflessione. Mi soffermo sul verbo uscire che dona alla scena la sua dinamicità. Tutta la vita è presentata come un esodo: uscire significa lasciare un luogo per andare altrove. Non siamo nomadi che vanno senza meta ma discepoli che hanno l’intima certezza di camminare verso l’incontro con lo Sposo, cioè con Colui che riempie la vita di amore e gioia. Nel versetto centrale della parabola troviamo lo stesso verbo [exérchomai]: “Ecco lo sposo, andategli incontro” (25,6). Nel cuore della notte risuona l’annuncio: sta per venire Colui che abbiamo a lungo cercato, talvolta nei vicoli oscuri della vita. Questa parola non appartiene solo al giorno ultimo, in cui tutto si compie, ma illumina ogni nostra giornata, ci sveglia e ci invita a rimetterci in cammino. Il verbo è all’imperativo, si tratta dunque di un comando che Gesù rivolge a tutti e a ciascuno di noi. Se l’uomo resta chiuso in se stesso fa della vita una prigione; se invece è proteso verso un oltre fa della vita un’avventura carica di gioiosa speranza.

L’insegnamento evangelico si scontra con le nostre resistenze, la fatica di cambiare e la tentazione di accasarsi. Il legittimo desiderio di stabilità si traduce nella ricerca affannosa di sicurezze che nessuno può dare. E così, invece di camminare verso l’oltre, ci fermiamo ai margini della strada. Un’immagine cara a Papa Francesco è quella di “una Chiesa in uscita”: accogliere il Vangelo significa “uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo” (Evangelii gaudium, 20). È questa la grazia che oggi chiediamo.

A cura di don Silvio Longobardi per Punto Famiglia

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XXXII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Mt 25, 1-13
Dal Vangelo secondo  Matteo

1Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. 2Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; 3le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; 4le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. 5Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. 6A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. 7Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. 8Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. 9Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. 10Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. 11Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. 12Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. 13Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 12 Novembre  – 18 Novembre 2017
  • Tempo Ordinario XXXII
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo A
  • Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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