Commento al Vangelo del 11 febbraio 2018 – Gian Carlo Olcuire

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LA PURIFICAZIONE DEL LEBBROSO (dal Codex Egberti, 980-993, Treviri, Biblioteca Nazionale)
LA PURIFICAZIONE DEL LEBBROSO (dal Codex Egberti, 980-993, Treviri, Biblioteca Nazionale)
LA PURIFICAZIONE DEL LEBBROSO  (dal Codex Egberti, 980-993, Treviri, Biblioteca Nazionale)
LA PURIFICAZIONE DEL LEBBROSO
(dal Codex Egberti, 980-993, Treviri, Biblioteca Nazionale)

È forte il salto tra la suocera di Pietro e il lebbroso, come passare dall’influenza all’Aids. Ed è duplice il miracolo che Gesù regala a questo walking dead (morto che cammina), simile a tanti – homeless, migranti, poveri – che si vorrebbe non vedere nelle nostre città perché «nuocciono al decoro».

L’ostracismo è ciò che patisce il lebbroso del Vangelo, in aggiunta alla malattia. Per questo, nella sua richiesta d’essere purificato, c’è il desiderio di guarire assieme a quello di non essere più uno scomunicato. Per essere finalmente parte di una comunità e poter camminare senza paura, da uomo libero, non confinato in periferia né costretto a segnalare la propria presenza.

Il valore aggiunto di questa miniatura ottoniana, realizzata nello scriptorium dell’Abbazia di Reichenau per l’Arcivescovo Egberto, è la presenza dello strumento – il corno (a volte una campanella) – con cui tali malati avevano l’obbligo di annunciarsi, per consentire agli altri di prendere le distanze ed evitare il contagio.

Nel racconto del faccia a faccia con il lebbroso (che è anche un toccare con mano), una traduzione coraggiosa mostra Gesù assai adirato nel momento in cui lo invita a «non dire niente a nessuno» e ad adempiere alla legge (quella per cui deve essere il sacerdote a dare il “via libera” a chi è guarito).

Forse l’indignazione nasce pure dall’ingiustizia dell’esclusione. E viene persino il sospetto che, stavolta, il Signore possa aver chiesto il silenzio come ribellione all’imposizione di autodenunciarsi. Magari Gesù vorrebbe vedere in altri il gesto – questo, sì, strabiliante – di far sentire a ogni fratello d’essere in famiglia, non d’averne paura. Vedere qualcuno che cominci a credere nei miracoli dell’amore, anziché aspettare sempre quelli di Gesù.

A cura di Gian Carlo Olcuire per il sito www.vinonuovo.it

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
della VI Domenica del Tempo Ordinario – Anno B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 11 Febbario 2018 anche qui.

Mc 1, 40-45
Dal Vangelo secondo Marco
40Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». 41Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». 42E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. 43E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito 44e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosé ha prescritto, come testimonianza per loro». 45Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 11- 17 Febbraio 2018 2018
  • Tempo Ordinario VI
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 2

Fonte: LaSacraBibbia.net

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