Cenacolo GAM – Commento al Vangelo del 13 Aprile 2019 – Gv 11, 45-56

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Sta per giungere l’«ora» di Gesù

Caifa — S. Giovanni lo sottolinea — esercita senza esitazioni il dono della profezia, concesso ai sommi sacerdoti: dichiara cinicamente che è meglio la morte di uno solo pur di salvare tutto il popolo. S. Giovanni commenta: la morte di Gesù è per gli uomini. Gesù subisce la pena che altri meritavano; la sua morte è un mezzo necessario per donare all’umanità, che egli ha assunto in sé, la Gloria divina.

Tra le conseguenze della glorificazione attraverso la morte del Figlio dell’uomo ve n’è una che Gesù ha come abbozzato nella similitudine del buon Pastore e che S. Giovanni mette in evidenza: la riunione dei figli di Dio dispersi. Questo tema avrà un’eco nei discorsi d’addio di Gesù ai suoi e sarà l’oggetto della sua preghiera sacerdotale. Nell’Eucaristia, lo spezzare dell’unico pane rappresenta ed effettua (con la comunione di tutti al corpo di Gesù glorificato attraverso la morte) la riunione di tutti in Cristo. La preghiera antichissima della Didaché ne è una perifrasi: «Come questo pane disperso sulle colline è stato radunato ed è diventato uno, così la tua Chiesa sia radunata dalle estremità della terra nel tuo Regno: poiché a te sono la gloria e la potenza in Gesù Cristo».

La Parola per me, Oggi

Oggi mi lascerò interpellare da questa parola che mi impegna a lavorare per unificare innanzitutto il mio essere e poi per favorire l’unità dove vivo.

La Parola si fa Preghiera

Metti nel mio cuore, Signore, la tua stessa passione per l’unità. Sul tuo esempio, che anch’io sia pronto anche a pagare di persona perché essa si realizzi.

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FonteCenacolo GAM

Il Cenacolo GAM si fonda essenzialmente sulla Parola di Dio e sulla preghiera.

Il Cenacolo GAM ama il Papa e la Chiesa a lui unita e gli promette fedeltà indiscutibile.

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Per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.

Dal vangelo secondo Giovanni
Gv 11, 45-56

In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione».
Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli.
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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