Benedetto XVI – Commento al Vangelo del 4 Aprile 2020

120

Il Sinedrio decide di condannare a morte Gesú

Oggi, Giovanni parla di una riunione del Sinedrio per chiarire – in uno scambio d’idee- il “caso” Gesù. Giovanni colloca questa riunione prima della Domenica delle Palme, e considera che il motivo immediato fu il movimento popolare sorto dopo la risurrezione di Lazzaro. Senza una decisione precedente come questa, risulta impensabile l’arresto di Gesù la notte di Getsemani.

Giovanni ha esposto molto chiaramente quella strana combinazione tra l’esecuzione della volontà di Dio e la cecità egoista di Caifa: la croce rispondeva a un “necessità” e Caifa, con la sua decisione, fu, in ultimo analisi, l’esecutore della volontà di Dio, sebbene i suoi motivi personali fossero impuri e non corrispondessero alla volontà divina, ma ai suoi propri interessi egoisti (atteggiamento che propiziò la catastrofe dell’anno 70).

“Gesù s’incamminava verso la morte (…) per riunire i figli di Dio che si trovavano dispersi”: aleggia qui il “pensiero centrale” della preghiera sacerdotale di Gesù per l’unità dei credenti nella Sua Chiesa.


Il commento è tratto dai testi di Benedetto XVI. A cura di evangeli.net