Benedetto XVI – Commento al Vangelo del 31 Marzo 2020 – Gv 8, 21-30

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L’ “andarsene” di Gesù (riguardante il martirio).

Oggi, Gesù annuncia il suo “partire”, in una misteriosa allusione al suo “martirio”. Secondo Giovanni, Gesù parlò in due occasioni del suo “andarsene” dove i giudei non potevano andare (cf. 7,34ss; 8,21s). Quelli che lo ascoltavano trattavano di indovinare il senso di tutto ciò. In certa occasione dissero: “Andrà forse da quelli che sono dispersi tra i Greci …?” (Gv 7,35). Un altra volta: “Vuole forse uccidersi” (Gv 8-22). In entrambe le affermazioni si intuisce qualcosa di vero, ma sbagliano completamente sulla verità fondamentale.

Il suo “adarsene” è un andare verso la morte, non come un suicidio, ma trasformando la sua morte violenta nella libera offerta della propia vita (cf. 10,18). E così come Gesù, anche se non andò personalmente in Grecia, arrivò effettivamente ai greci, manifestando il Padre al mondo pagano attraverso la croce e la sua resurrezione.

“Perché non posso accompagnarti adesso? Darò la mia vita per te…” “mi accompagnerai più tardi…”: Simon Pietro doveva comprendere che il martirio non è semplicemente un gesto eroico, ma un dono gratuito di Dio.


Il commento è tratto dai testi di Benedetto XVI. A cura di evangeli.net


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