Benedetto XVI – Commento al Vangelo del 26 Ottobre 2019

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Dio ci chiama al progresso

Oggi, la “Parabola del fico” ci suggerisce che il progresso -alle sue origini e nella sua essenza- è volontà divina. Dire che lo sviluppo è vocazione significa riconoscere che nasce da un appello trascendente e che è incapace di darsi da solo, un significato definitivo. Dio è la garanzia del vero sviluppo dell’uomo, visto che, avendolo creato a sua immagine, basa anche la sua dignità in modo trascendente, incoraggiando la sua aspirazione ad “essere di più”.

Se l’uomo fosse solo frutto del caso o della necessità, e non avesse una natura destinata a innalzarsi verso una vita soprannaturale, si potrebbe parlare di incremento o di evoluzione, ma non di sviluppo. Senza l’ orizzonte di una vita eterna, il progresso umano in questo mondo, soffocherebbe. Senza di Lui, o si nega lo sviluppo, o lo si lascia unicamente nelle mani dell’uomo, che cede alla presunzione dell’auto-salvezza e finisce promuovendo uno sviluppo disumano.

Signore, liberaci dal flagello del “super–sviluppo” incoraggiato da un “sotto-sviluppo” morale.

Fonte: evangeli.net

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 13, 1-9
 
In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
 
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

Parola del Signore

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