Benedetto XVI – Commento al Vangelo del 23 Settembre 2021

118

L’autorità dello Stato e i suoi limiti

Oggi, vista la ingiusta attuazione del “principe”, ci chiediamo: fino a dove dobbiamo ubbidire al potere politico? Il cristiano è vincolato all’ordine giuridico dello Stato come ad una legge morale. Se lo Stato, però, castiga l’ ”essere cristiano” come tale, allora non svolge il suo ruolo come garante ma come distruttore del Diritto. In questo caso non è una vergogna ma un onore essere castigati. Chi soffre per questo motivo, si colloca sulle tracce di Cristo.

Gesù crocifisso indica i limiti del potere statale e mostra, dove terminano i loro diritti ed è quindi necessario, saper resistere tra le sofferenze. La fede del Nuovo Testamento, non conosce rivoluzionari, ma martiri: questi riconoscono l’autorità dello Stato, ma ne conoscono anche i limiti. La loro resistenza consiste nel fare tutto ciò che è al servizio del Diritto e della comunità, (nonostante proceda da autorità estranee ed ostili alla fede), ma non ubbidiscono quando viene ordinato loro di fare del male.

– Signore- nostro Re, ti preghiamo per le autorità e ti adoriamo.


Il commento è tratto dai testi di Benedetto XVI. A cura di evangeli.net

Articolo precedentePer la Famiglia – Breve commento al Vangelo di oggi, 23 Settembre 2021
Articolo successivoCommento al Vengelo del 23 Settembre 2021 – Monaci Benedettini Silvestrini