Benedetto XVI – Commento al Vangelo del 23 Novembre 2019

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Stati finali dell’ uomo (II): il “Cielo”

Oggi, scopriamo in questi interlocutori di Gesù – i sadducei- un errore: consideravano la vita eterna quale semplice “continuazione senza fine” della vita terrena. Non ci sorprende che negassero la risurrezione! La vita eterna non la scopriamo per mezzo dell’analisi della nostra propia esistenza: il dire: ”Spero nella risurrezione dei morti e la vita nel mondo futuro” è una conseguenza del credere nel Dio vivo.

La vita eterna non è un “tempo senza fine”, ma un’altra forma di esistenza, nella quale tutto confluisce contemporaneamente nell’ “adesso dell’amore”, in una nuova “qualità dell’amore” (riscattata dalla frammentazione della nostra attuale esistenza). Sarebbe il momento di sommergersi nell’oceano dell’Amore Infinito, in cui il tempo –il prima e il dopo- non esistono più: questo è il Cielo, dove “tutti vivono per Lui”. Una vita che si vuol vivere eternamente!

– Gesù, attendo questo momento di vita piena, traboccante dalla gioia per la Tua promessa: “Tornerò a vedervi e gioirà il vostro cuore e nessuno potrà togliervi la vostra allegria”.

Fonte: evangeli.net

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Non è Dio dei morti, ma dei viventi.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 20, 27-40

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui». Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.

Parola del Signore