Benedetto XVI – Commento al Vangelo del 23 Gennaio 2020

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Gesú, Figlio “con-sostanziale” di Dio

Oggi, raccapricciati, vediamo come gli spiriti immondi –prima degli uomini- riconoscono che Gesù Cristo è il “Figlio di Dio”. Gesù comanda loro di tacere: questo mistero deve essere svelato con pedagogia davanti agli uomini. L’espressione “Figlio di Dio” Lo dichiarava quale il Dio vivo che ci si fa presente; Lo univa alla stessa essenza divina.

Per approfondire su questa verità furono necessari grandi sforzi. E’ Figlio nel senso di una “speciale vicinanza” a Dio (era così come considerava Israele i suoi re), o era realmente “Uguale a Dio”, “Dio vero da Dio vero”? Il Concilio di Nicea (a. 325) lo spiegò mediante il termino ”homoousios” (“con-sostanziale”). Questo termino filosofico (è entrato a formar parte del “Credo”), serve a ricalcare il concetto che Gesù non è “il Figlio” in senso mitologico o politico (che erano i significati più comuni nel contesto dell’epoca), ma che lo è con tutta la proprietà.

-Sì, nello stesso Dio, fin da tutta l’eternità esiste un dialogo tra Padre e Figlio Che, nello Spirito Santo, sono realmente lo stesso e unico Dio.

Il commento è tratto dai testi di Benedetto XVI. A cura di evangeli.net


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