Benedetto XVI – Commento al Vangelo del 19 Febbraio 2020

Guarigione del cieco di Betsaida:simbolo del cammino della nostra fede

Oggi, in cammino verso Gerusalemme, Gesù compie un segno di grande significato simbolico: quella ricuperazione progressiva della vista, rappresenterebbe il processo percorso da Pietro e gli altri –anche da noi!- della guarigione della nostra cecità fino ad arrivare alla confessione completa di Gesù quale “Figlio di Dio”.

Dopo la grande epoca della predicazione in Galilea, questo è un momento decisivo di Gesù: sia l’incamminarsi verso la croce, come l’invito a seguirLo prendendo la “Sua croce”, distinguono nettamente i discepoli dalla gente che semplicemente l’ascolta, ma non lo segue. Questo costituisce chiaramente per parte dei discepoli, il nucleo iniziale della nuova famiglia di Gesù: la futura Chiesa.

Una caratteristica di questa comunità è che siamo “in cammino” assieme a Gesú. E un’altra caratteristica è che la nostra decisione di accompagnare il Signore ha le sue basi nel vedere “chiaramente tutte le cose”, in un “conoscere” Gesù, il Figlio di Dio, che, allo stesso tempo, ci regala una nuova e più profonda conoscenza dell’unico Dio.

Il commento è tratto dai testi di Benedetto XVI. A cura di evangeli.net


LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

l cieco fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 8, 22-26   In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo. Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano». Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa. E lo rimandò a casa sua dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio».   Parola del Signore

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