Benedetto XVI – Commento al Vangelo del 16 Ottobre 2019

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Giustizia e pace

Oggi, in polemica con i farisei, Gesù mette, come base della convivenza sociale, la giustizia e l’amore di Dio, premettendoli a punti di vista particolari. Pace e Diritto; pace e giustizia vanno inseparabilmente uniti. Dove si calpesta il Diritto, l’ingiustizia prende il potere e la pace viene minacciata.

Un criterio profondo della politica, devono essere i valori morali, non creati da noi, ma riconosciuti e uguali per tutti gli uomini. Senza di essi, il Diritto può essere usato criminalmente con fini belligeranti. Si distinguono due fattori i diluenti della giustizia. Il primo, il “cinismo dell’ideologia”, che offusca le coscienze giustificando qualunque mezzo pur di raggiungere gli obbiettivi di partito. Il secondo, il “cinismo degli affari” (lo sfruttamento senza scrupoli delle riserve naturali), dove, anche l’utile prende il posto del bene e il potere prende il posto del Diritto.

Signore, il cristianesimo non ci allontana dalla ragione, ma l’illumina: per la pace, fa che la fede dia serenità alla ragione, frequentemente deformata dalla tirannia ideologica.

Fonte: evangeli.net

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Guai a voi, farisei; Guai a voi, dottori della Legge.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 11, 42-46

In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».

Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».

Parola del Signore