Benedetto XVI – Commento al Vangelo del 14 Ottobre 2019

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Umiltà (Quelli che soffrono imparano a vedere)

Oggi vi sono ancora coloro che –nel nome dell’ “oggettività” del sapere- pretendono da Dio una “prova”. La base di questa sbagliata esigenza non può essere altro che l’egoismo, un cuore impuro, che solo spera da Dio l’esito personale, l’aiuto necesario per rendere assoluto il proprio “io” (“io posso misurarLo”). Questa forma di religiosità rappresenta il rifiuto fondamentale della conversione (“deve essere Lui la mia misura”).

L’umiltà del silenzio –Giobbe- è assai importante come primo passo nella saggezza. E’ sorprendente che le lamentele contro Dio, solo in una minima parte provengano da quelli che soffrono in questo mondo; tali lagnanze procedono, invece, da “spettatori saturi” “che non hanno mai sofferto. Quelli che soffrono, invece, hanno imparato a vedere! In questo mondo, le lodi provengono dai “forni”, dove tanti bruciano; la relazione dei “tre giovani” nel forno ardente rinchiude una verità più profonda di quella contenuta nei trattati eruditi.

Gesù, quante volte chiediamo una prova e non accettiamo la conversione! Ma questa prova è la Croce!

Fonte: evangeli.net

A questa generazione non sarà dato che il segno di Giona.
Dal Vangelo secondo Luca Lc 11, 29-32 In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del  giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona». Parola del Signore