Beato Guerrico d’Igny – Commento al Vangelo del 23 Ottobre 2019

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“Abbonda in me la speranza nella tua parola” (Sal 119,81 Vulg)… Se spero in Dio, tanto da traboccare di speranza, aggiungerò speranza a speranza, anche se le prove si susseguono, e l’attesa continua. Poiché sono certo “che arriverà alla fine e non ci ingannerà”. Perciò, “anche se si fa attendere, l’aspetterò perché certo verrà e non tarderà” (Ab 2,3 Vulg) oltre il tempo determinato e favorevole.

Qual è il tempo favorevole? Quello dove sarà completo il numero dei nostri fratelli (Ap 6,11), dove sarà compiuto il termine di misericordia concesso per pentirsi. Ascolta Isaia (…) spiegare perché il Signore emette il giudizio: “Eppure il Signore aspetta per farvi grazia, per questo sorge per aver pietà di voi, perché un Dio giusto è il Signore; beati coloro che sperano in lui!” (30,18). Vedi quindi, se sei saggio, come impiegare il tempo di questa attesa.

Se sei peccatore, ti è dato per fare penitenza e non per vivere nella negligenza; se sei santo, è per crescere in santità e non per diminuire nella fede. Poiché “se il cattivo servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l’aspetta e in un’ora che non sa, e lo punirà con rigore assegnandogli il posto fra gli infedeli”. (…)

Sì, attendere veramente il Signore, è custodire la nostra fede in lui e, anche se siamo privi della consolazione della sua presenza, non seguire il seduttore, ma restare ‘sospeso’ in attesa del suo ritorno. E’ proprio quanto dice il Signore per bocca del profeta: “Il mio popolo sarà sospeso in attesa del mio ritorno” (Os 11,7 Vulg). “Sospeso”, espressione bella ed esatta, che significa che, essendo come tra cielo e terra, non si possono ancora raggiungere i beni celesti, senza tuttavia voler toccare le cose della terra.

Fonte: «Vangelo del Giorno» è un servizio proposto dall’associazione internazionale Evangelizo.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI 

A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12, 39-48
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
 
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
 
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
 
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
 
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
 
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Parola del Signore

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