Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 9 Marzo 2021

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Le scuole rabbiniche del tempo di Gesù avevano in uso veri e propri tariffari, che regolamentavano il numero di volte che si doveva perdonare al prossimo in caso di colpa. Il numero di sette eccede qualsiasi tariffario rabbinico, quindi Pietro pensa di aver già mirato abbastanza in alto con la sua proposta. Ma Gesù rilancia con un settanta volte sette, che significa semplicemente un’infinità, sempre.
E per far capire come mai si debba perdonare, racconta una storiella di un re che decide di fare i conti con i suoi servi, trovandone uno che ha contratto con lui un debito spropositato; vedendolo prostrato e in pianto si orienta ad un condono completo. Uscito dal palazzo del re, il servo vede un altro servo che gli deve cento denari (molto, molto meno di quello che è stato condonato) e poiché questi non può onorare il debito, lo fa gettare in prigione.

La reazione del re è durissima: “Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”.
Se Dio ha già perdonato i nostri peccati, con il prezzo esagerato del sangue di Cristo sulla croce, non possiamo fare a meno di perdonarci gli uni gli altri.
Il perdono è talvolta un processo lento e doloroso, ma è un segno potente ed efficace che il male è sconfitto, che la parola di Gesù “Padre, perdona loro” continua a ricreare nei secoli una nuova umanità ed una giustizia superiore a quella degli scribi e dei farisei.

Per riflettere

Pensa ad una situazione in cui hai ricevuto il perdono e una in cui hai dato il perdono. Pensi di poterne ringraziare il Signore?

Preghiera finale

Fisso il mio sguardo
nei tuoi occhi, Gesù,
e ti vedo inchiodato sulla croce.
Sento che ancora oggi per me,
come là sul Calvario,
tu pronunci la tua parola d’amore:
«Ti perdono».
Ho bisogno, ogni giorno,
di essere accolto nelle tue braccia
e avvolto dal tuo manto di misericordia.
Scuoti il mio cuore, Signore,
perché, ricco di perdono,
io sappia donare pace,
portare concordia,
seminare gioia.
(Gianni Ciravegna)


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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