Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 9 Dicembre 2020

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Medita

È possibile che un giogo sia leggero? Se provassimo a pensare ad una strada già tracciata e ad un peso da trasportare certo ne otterremmo subito un forte senso di oppressione. A sapere che la via della libertà passi per una strada dura e difficile, forse ci sentiremmo subito messi all’angolo dalle nostre paure e dall’angoscia della sofferenza. Cosa deve aver provato Cristo stesso apprendendo che sarebbe stato lui quel Messia a prendere su di sé tutti i peccati, a farsi carico del peso altrui?

Chissà se umanamente abbia anche lui vissuto lo sgomento, un timore opprimente o un certo senso di inadeguatezza. Non possiamo avere conoscenza dei suoi pensieri o dei suoi stati d’animo, ma possiamo rivolgerci al percorso che lui stesso ha compiuto per poter comprendere e scegliere di adempiere la Parola. Il Figlio dell’Uomo vive una vita intensa e realizzata; non si risparmia in nulla, né in fatica né in sofferenze. Piange per affetto, si commuove per compassione, ma vive la gioia, condivide la festa e la misericordia del Padre. Cristo fa esperienza di vita vera. È in tal senso che apprende come anche la via della Croce possa essere lieve, l’esistenza vissuta in comunione col Padre piena di sorprendente letizia.

È nella docilità, nella mitezza del cuore che Gesù trova la leggerezza, nell’amore ricevuto e donato egli scorge la salvezza, anche all’interno di una storia dalla fine già scritta che sceglie di seguire. È quella stessa pienezza che egli ci vuole indicare, quello sguardo che non si ferma agli eventi comuni e al peso dei nostri giorni, ma che guarda in prospettiva al disegno che ha il Padre per ciascuno di noi. Questo sguardo rende il giogo dell’esistenza dolce, anche la croce una benedizione.

Per riflettere

Quante volte abbiamo avuto paura di fronte alle sfide e alle sofferenze della vita? Forse, in qualche caso ci siamo rassegnati a pensare che la vita fosse un alternarsi di dolore e gioie, senza punti fermi.
Quel che Cristo vuole portarci a credere, tramite l’esempio della sua vita, è che la felicità è possibile se guardiamo le cose nell’ottica della salvezza, nell’ottica di un amore in grado di benedire e accompagnarci in tutto quel che ci troviamo a vivere. Questo cammino d’Avvento che ci conduce al Natale può essere l’occasione per cominciare a farlo ogni giorno, con costanza.

Preghiera finale

Signore abbi pietà delle mie fatiche,
accompagnami negli eventi della mia vita.
Quando ho paura rinfranca il mio spirito,
quando vacillo sostienimi.
Quando sono felice, benedici la mia gioia,
istruiscimi alla corretta letizia.
Aiutami Signore a vivere la vita intera
con lo sguardo rivolto a Te e alla tua grazia.


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi