Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 9 Aprile 2021

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Dopo la tragica morte in croce di Gesù e l’incredibile notizia della resurrezione, i suoi discepoli hanno fatto ritorno ai loro villaggi in Galilea, dove avevano incontrato per la prima volta il Signore. I pescatori di uomini volevano tornare ad essere pescatori di pesci. Ancora increduli tentano di tornare alla vita del passato, fingendo che negli ultimi tre anni non sia successo nulla. La frustrazione dei discepoli smarriti si ripercuote anche sull’attività nella quale, prima dell’incontro con Gesù, erano maestri: dopo un’intera nottata di pesca nessun pesce è rimasto intrappolato nelle reti. È proprio quando tutto è nero ed incomprensibile che Gesù Risorto si manifesta sulle rive del mare di Galilea. I discepoli, accecati dalla delusione e dallo smarrimento, nemmeno riconoscono il Maestro che li aveva guidati negli ultimi tre anni. Gesù dice allora: “Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete”.

È evidente che l’esperienza di tre anni di vita trascorsi al fianco del Signore aveva modificato irrimediabilmente i discepoli: di fronte a tale invito infatti fanno qualcosa che probabilmente fino ad allora non avevano mai fatto. Cinque pescatori con anni di esperienza obbediscono ad un forestiero che ordina loro di fare qualcosa in contrasto con la loro esperienza. Gesù, quella persona apparentemente sconosciuta che si trovava sulla spiaggia, ordina loro di gettare la rete a destra della barca. Loro obbediscono, gettano la rete a destra, ed ecco il risultato inatteso: la rete si riempie di pesci e gli occhi dei discepoli si aprono. Giovanni, il discepolo amato, grida a Pietro: “È il Signore!”.

Avere condiviso con Gesù tre anni di vita, ricchi di momenti indimenticabili, avere assistito alla sua morte e aver ricevuto l’annuncio della sua resurrezione non era stato evidentemente sufficiente a rendere quei pescatori degli autentici discepoli. Sicuramente avevano bisogno anche di questo dono, di questo incontro, di questa ennesima meraviglia per diventare, definitivamente, discepoli, annunciatori di un messaggio meraviglioso. Così come per i discepoli, anche per ciascuno di noi arrivano delle svolte e dei momenti di crescita decisivi, spesso inaspettati o insperati. Il Signore ci aspetta, sulle strade della nostra vita, e ci offre non solo ciò di cui abbiamo bisogno, ma molto di più. L’importante è rimanere a sua disposizione e fidarsi di lui.

Per riflettere

Quante volte il Signore, servendosi di persone o strumenti imprevedibili, ci ha chiesto di gettare la rete alla destra della barca della nostra vita e di fare qualcosa al contrario alla nostra esperienza! Siamo stati in grado di fidarci di lui? Abbiamo gettato le reti?

Preghiera finale

Allenaci, o Signore,
a lanciarci nell’impossibile perché dentro l’impossibile
ci sono la tua grazia e la tua presenza: non possiamo cadere nel vuoto.
Il futuro è un enigma,
il nostro cammino si inoltra nella nebbia,
ma vogliamo continuare a donarci,
perché tu stai aspettando nella notte,
con mille occhi umani traboccanti di lacrime.
(Luis Espinal)


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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