Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 7 Maggio 2022

45

- Pubblicità -

Commento al Vangelo di oggi

“Forse anche voi volete andarvene?”. La domanda di Cristo scavalca i secoli e giunge fino a noi, ci interpella personalmente e sollecita una decisione. Perché è così duro il discorso che ha fatto finora Gesù? La risposta è semplice: Gesù insegna un modo di vivere che è fatto di donazione. Gesù insegna ad essere pane. Pane che si consegna e si spezza per gli altri. Pane che nutre e si dona. Essere pane significa donarsi, servire, amare e perdonare. Solo se siamo disposti a vivere così, solo se troviamo gioia in questo, non ce ne andremo anche noi come quei discepoli. La durezza di cui si parla è quella di accogliere Gesù come Signore e vivere di Lui. Ogni credente, in qualche modo, la sperimenta.

Gesù accetta di essere abbandonato da coloro che lo seguivano. Non si scoraggia. Lascia i discepoli liberi di andare. I discepoli non sono giunti alla comprensione ma alla fiducia. Non sembrano aver capito il discorso sulla carne e sul pane, ma sanno chi è Gesù, gli hanno accordato quella fondamentale fiducia. Lui è il Signore, è unico, non può essercene un altro come Lui, da cui andare a cercare vita. È continuando a seguirlo che possono entrare nella vita, una vita così grande da essere eterna, la vita stessa di Dio. Questa pagina di Vangelo deve interrogarci profondamente. Ci è offerto di aprire gli occhi sul nostro percorso di fede, per capire quanto è importante nella nostra vita. Se essa è il pane, il vero cibo che ci nutre. Potremmo vivere l’illusione di non aver bisogno di nutrimento, o credere che ciò che ci nutre sia altro da Cristo. Oppure potremmo, come Pietro, scoprire che nella routine quotidiana si fa spazio un’altra vita, che a volte abbiamo incontrato, che è più “vera” di quella che conosciamo.

Per riflettere

Anche noi siamo chiamati a scegliere; perché oggi più che mai, è il tempo della verità, della responsabilità, della fedeltà: resto con Cristo o me ne vado. Se me ne vado, Lui mi verrà a cercare, Lui non mi lascerà perdere, non smetterà di essermi amico. Ma se resto è come Lui che devo cercare di essere. Bellissime le parole di Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna”.

Preghiera finale

Se lasciamo te, da chi andremo Signore?
Dove andremo per lasciarci morire di fame?
Tu solo, Gesù, hai parole di vita eterna
e noi abbiamo conosciuto e creduto che Tu sei il Santo di Dio.
La fonte d’acqua viva è in Te. Il Pane di vita sei Tu.
La vita eterna, appagante e piena di senso sei Tu.
Nonostante tutte le nostre fragilità e contraddizioni, noi non ce ne andiamo Signore.
Sarà dura! Ma vogliamo restare con te.
Tienici per mano, la strada è lunga, dura e faticosa,
ma se tu ci tieni per mano, non abbiamo paura.
Sai come nutrirmi durante il viaggio.


AUTORI: I commenti di questo mese sono curati da Centro Diocesano per le Vocazioni di Pisa
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

Articolo precedentedon Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 7 Maggio 2022
Articolo successivodon Nicola Salsa – Commento al Vangelo del 7 Maggio 2022