Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 5 Agosto 2021

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Lo spunto per questo dialogo tra Gesù e i discepoli lo forniscono questi ultimi per i quali, dopo aver ascoltato la predicazione di Gesù ed aver visto ben due miracoli di moltiplicazione del cibo, la prima preoccupazione è quella di esser rimasti senza pane. Gesù allora decide di fare una “verifica” e per sollecitare una risposta più autentica inizia mettendo a proprio agio i discepoli, proprio come farebbe uno psicanalista, con l’invito ad un sondaggio poco impegnativo su cosa la gente pensi di lui. E tutti a rispondere, chi in un modo e chi in un altro, con la massima sollecitudine. Ed è qui che arriva, come un pugno nello stomaco, la domanda cruciale: «Ma voi, chi dite che io sia?». Non è difficile immaginare il silenzio generale dei discepoli interdetti.

Solo Pietro, il temerario, trova il coraggio di rispondere. Non sempre ci azzecca, come si dimostra anche in questo brano pochi versetti più avanti, ma stavolta fa proprio centro e vince il primo premio! La prima impressione del lettore è che sia il merito della risposta, cioè la fede, a garantire a Pietro il primato nella chiesa nascente. Ma non a caso Gesù si premura di dichiarare che la risposta non è di Pietro, ma è ispirata dal Padre. E allora quali sono le caratteristiche per le quali Gesù proprio a Pietro affida l’incarico di fondare la sua Chiesa, conferendogli tutti quei poteri straordinari? Se eliminiamo il merito della risposta di fede, ciò che di Pietro rimane in evidenza in questo episodio è la sua impetuosità. Sarà per questa che Gesù lo ha scelto per guidare la sua Chiesa? È sì una caratteristica che da sola lo porta anche a sbagliare, ma quando è guidata dallo Spirito Santo che Pietro riceverà a Pentecoste fa sì che Pietro, levatosi in piedi, pronunci parole grandiose che trafiggono i cuori degli ascoltatori (At 2, 14–39).

Per riflettere

Dal brano di Vangelo che abbiamo letto mi sembra che emergano due caratteristiche importanti di chi è guida dei cristiani, caratteristiche che quindi anche tutti noi semplici fedeli dovremmo cercare di far nostre: una generosità senza riserve e la fede come guida dell’operato.

Preghiera finale

Offriamo in questa giornata la nostra preghiera
e le nostre azioni al Signore per le vocazioni al diaconato permanente.
Sia il loro ministero segno e strumento dell’amore
e della prossimità del Signore,
che viene incontro alle necessità di ciascuno,
e il loro servizio contribuisca all’edificazione del Regno.


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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