Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 4 Settembre 2021

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Presso gli ebrei i poveri, quando erano affamati, potevano raccogliere le spighe dai campi, secondo la norma di Deuteronomio. Le spighe venivano stropicciate tra le mani e si mangiavano i chicchi che ne uscivano. Allora dove sta il problema? Secondo l’interpretazione della legge, questo poteva essere fatto tutti i giorni della settimana, fuorché il sabato. E c’era anche una penale. Se il lavoro di sabato era compiuto inavvertitamente, il colpevole veniva ammonito e doveva offrire un sacrificio espiatorio. Se invece il sabato era trasgredito nonostante i testimoni e la precedente ammonizione, il reato prevedeva la pena di morte per lapidazione. L’ammonizione è rivolta direttamente ai discepoli, però allude a Gesù.

E Gesù risponde con una contro-obiezione, citando la Scrittura (1Sam 21, 1–7), cioè l’autorità più alta e da tutti riconosciuta come parola di Dio. I pani dell’offerta, in numero di dodici, uno per ogni tribù d’Israele, rimanevano su un tavolo per la durata di una settimana nel Santo del tempio, come offerta a Dio. Nessuno poteva mangiarli, se non i sacerdoti quando era passata la settimana. Davide però e i suoi compagni li mangiarono, perché erano affamati e non c’era altro pane a disposizione. Nessuno biasima per questo Davide, né la Scrittura, né i dottori della legge, perché la necessità scusa la trasgressione della legge.

Quindi anche i discepoli di Gesù non trasgrediscono la legge, se di sabato stropicciano le spighe perché hanno fame. Nell’interpretazione della legge bisogna cercare la volontà di Dio e il vero bene dell’uomo. E Dio non ha dato la legge per tormentare gli uomini, ma per renderli felici. Il sabato serve per risolvere le necessità del prossimo, non per creargli ulteriori grattacapi.

Come passiamo la domenica, il nostro “sabato”? Comprendiamo la legge di Dio, il suo amore?
Giudichiamo i fratelli basandoci sui precetti o pregiudizi?

Preghiera finale

Donami, Signore, di espandermi
nella libertà dei figli di Dio,
vivendo la domenica quale momento forte
del mio abituale incontro con te,
e assumendo l’impegno cristiano non come un onere,
ma come la possibilità di realizzare
ed esprimere in pienezza
il mio essere tua immagine.


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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