Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 4 Giugno 2020

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Medita

La domanda sembra facile facile ma, almeno nelle intenzioni dello scriba che l’ha posta, doveva preludere a qualche tranello. La conferma di questo sospetto ce la darà lo scriba stesso più avanti.
Gesù risponde di buon grado, confermando che la richiesta più importante che il Signore fa all’uomo è di essere amato. Ma non si ferma qui e, andando decisamente oltre la domanda, passa al secondo Comandamento che inserisce nell’orizzonte del nostro amore anche il prossimo. La risposta è pienamente esauriente per quanto richiesto dallo scriba, ma presenta a sua volta una provocazione.
Lo scriba, forse un po’ sconcertato, non può esimersi dall’apprezzare la risposta di Gesù e, accettando la provocazione, cede alla tentazione di rilanciare e si lascia sfuggire l’ammissione che amare il prossimo vale molto più di olocausti e sacrifici. Forse aveva in mente questi ultimi quando aveva posto la sua domanda iniziale. Ma l’onestà intellettuale con Gesù paga sempre e lo scriba viene premiato con un invito ad entrare nel regno di Dio.
Ai presenti però il dialogo al quale hanno assistito ha insegnato una cosa sola: di non azzardarsi più ad interrogarlo… affinché non abbia a succedere altrettanto anche a loro!

Rifletti

La lettura di Gesù del primo Comandamento mi suggerisce una discesa, dallo spirito alle opere: un po’ come quelle discese che amavo tanto quando ancora potevo sciare. Si parte dal cuore (spiritualità), si scende all’anima (sentimento), poi all’intelligenza (razionalità) ed infine alla forza (strumento proprio dell’azione). Il vero punto di arrivo della discesa però è il secondo Comandamento dove troviamo, come termine dell’azione, il prossimo.
E poi? Poi bisogna risalire in quota, al livello del cuore, vicino al Signore, per un’altra discesa entusiasmante. In tempi normali ci sono le chiese che fanno un po’ da cabinovie. Peccato che di questi tempi, causa epidemia, sono chiuse. E allora? Allora si risale a piedi, con gli sci in spalla, come facevo da ragazzo quando avevo finito i soldi.

Prega

In questa giornata offriamo la nostra preghiera
e le nostre azioni per i seminaristi,
in particolare per quelli della nostra diocesi.
Chiediamo al Padre, fonte di ogni vocazione,
che i giovani in formazione siano docili nel cammino di discernimento,
che si nutrano alla mensa della Parola e dell’Eucarestia
e guidati e sostenuti dai formatori e dalla comunità tutta,
possano essere testimoni del Dio che Ama e Chiama.


AUTORE: Cristina e Emanuele Cattin, Michela e Paolo Buti
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
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