Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 31 Marzo 2021

6

La domanda degli apostoli “Sono forse io, Signore?” rivela il fatto che nessuno dei dodici si sente al sicuro. Ciascuno sa di poter avere fatto la sua parte nel tradimento, magari solo con un pensiero, una lamentela, una critica. Ciascuno di loro, e ciascuno di noi, discepoli nella vita di oggi, siamo capaci di tradire il Signore più e più volte al giorno quando viviamo come se lui non esistesse, quando diciamo di averlo conosciuto ma volgiamo la nostra speranza altrove, quando non lo riconosciamo nel corpo sofferente dei fratelli. Condanniamo con fermezza il gesto di Giuda, ma quante volte siamo a un passo dal compierlo, e se non lo compiamo è perché il Padre non ci abbandona alla tentazione. Don Primo Mazzolari nel 1958 pronunciò una famosa predica dal titolo “Nostro fratello Giuda”.

Ecco alcune delle sue parole:
«Non vergognatevi di assumere questa fratellanza. Io non me ne vergogno, perché so quante volte ho tradito il Signore; e credo che nessuno di voi debba vergognarsi di lui. Io voglio bene anche a Giuda, è mio fratello Giuda. Pregherò per lui perché io non giudico, io non condanno; dovrei giudicare me, dovrei condannare me. Io non posso non pensare che anche per Giuda la misericordia di Dio, questo abbraccio di carità, quella parola “amico”, che gli ha detto il Signore mentre lui lo baciava per tradirlo, io non posso pensare che questa parola non abbia fatto strada nel suo povero cuore. La Pasqua è questa parola detta ad un povero Giuda come me, detta a dei poveri Giuda come voi. Questa è la gioia: che Cristo ci ama, che Cristo ci perdona, che Cristo non vuole che noi ci disperiamo».

Per riflettere

Andare a confessarsi non è andare a una seduta di tortura? No! È andare a lodare Dio, perché io peccatore sono stato salvato da Lui. E Lui mi aspetta per bastonarmi? No, con tenerezza per perdonarmi. E se domani faccio lo stesso? Vai un’altra volta, e vai e vai e vai… Lui sempre ci aspetta. (Papa Francesco)

Preghiera finale

Ti invocava con tenerissimo nome:
la faccia a terra
e sassi a terra bagnati
da gocce di sangue;
le mani stringevano zolle
di erba e fango:
ripeteva la preghiera del mondo:
“Padre, Abba, se possibile”…
Solo un ramoscello d’olivo
dondolava sopra il suo capo
un silenzioso vento…
(Padre David Maria Turoldo)


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi