Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 30 Dicembre 2020

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Medita

La profetessa Anna, così come Simeone, ha vissuto nell’attesa del Messia tutta la vita. Il Vangelo ci mostra, in entrambi casi, due personalità che sono rimaste così attente ad un cenno da saperlo riconoscere subito non appena esso si sia rivelato. Da loro, meditando il passo della Parola di oggi, possiamo imparare dunque la disponibilità del cuore, quella lunga pazienza che li rende interlocutori attenti e sinceri della rivelazione. Saremmo capaci di vivere noi nella lunghissima attesa, senza avere la certezza completa che qualcosa arrivi a esaudire le nostre aspettative?

Quanto sapremmo resistere per amore e quanto invece ne usciremmo spossati e schiacciati da un logorante dubbio? Il Vangelo non ci presenta figure straordinarie se non nell’umanità; non ci mostra vie che sono per noi del tutto impercorribili, ci fa vedere piuttosto la potenzialità inaspettata delle nostre capacità di essere umani. Questa fede che ci sembra inattuabile, infatti, è in realtà una forma di vita possibile. Non guardiamo alla Parola Nuova come ad un libro di storie di fantasia, ma come ad un racconto d’umanità in tutte le sue sfaccettature dal quale prendere ispirazione.

Per riflettere

Lasciamoci interrogare da questo brano e da queste figure, cerchiamo di immedesimarci in alcune di queste. Come interpellano la mia vita? Quali aspetti posso vivere maggiormente nella fiduciosa attesa? Quali relazioni posso rianimare o vivere più autenticamente vivendole secondo questo esempio?

Preghiera finale

Signore insegnaci a saper attendere,
togli dai nostri cuori l’impazienza delle cose del mondo
sostituiscila con il desiderio di fare la tua volontà.
Padre, Tu che ci hai fatto come tue creature,
mostraci qual è la vita vissuta in pienezza,
apri per noi una via di letizia.


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi