Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 3 Settembre 2021

55

Gesù ci spiega che il digiuno non è una religione, come non deve diventarlo nemmeno il cibo. Ciò che caratterizza la religione è invece “lo Sposo”, e il suo rapporto con lui. Quando nella fede perdiamo di vista Gesù, allora tutto diventa o una pratica penitenziale fine a se stessa, o una sagra di paese che celebra solo le nostre pance. La nostra fede ha ancora Cristo al centro? Le nostre comunità sono costruite attorno alla sua persona? Le nostre scelte tengono conto della sua presenza o della sua assenza? Rispondendo a queste domande risponderemo ai farisei, e a noi stessi (farisei latenti).

E proprio a partire da questo avverrà in noi una sorta di rivoluzione, una conversione. Smetteremo di credere alle idee e ai sistemi, e ci accorgeremo che il cristianesimo non è un’idea o un sistema rassicurante, bensì Qualcuno. Ed è sempre in rapporto a questo Qualcuno che noi ci muoviamo, esistiamo, scegliamo. Inizialmente ci sentiremo poco rassicurati da questo, ma con il tempo ci accorgeremo che la fede non serve a rassicurarci, ma a darci una vita nuova. È troppo poco credere come viatico psicologico alle nostre paure. Ci salva incontrare Cristo, e non tenere a bada la nostra insicurezza attraverso delle pratiche spogliate di Lui.

Gesù è al centro? Percepisco ancora la sua forza, il sapore della sua parola? O è un sapore come tanti altri?

Preghiera finale

O Dio nostro Padre,
unica fonte di ogni dono perfetto,
suscita in noi l’amore per te e ravviva la nostra fede,
perché si sviluppi in noi il germe del bene
e con il tuo aiuto maturi fino alla sua pienezza.


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

Articolo precedentedon Ivan Licinio – Commento al Vangelo del 3 Settembre 2021
Articolo successivodon Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 3 Settembre 2021