Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 3 Gennaio 2020

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Medita

Gesù non elimina il peccato dal mondo, lo porta su di sé (secondo l’etimologia del verbo latino), se ne fa carico per escluderlo dall’orizzonte della nostra vita. E così lo “toglie” e ci redime. Non è una divinità che promette di risolvere i problemi ed esaudire i desideri così come noi vorremmo, al modo degli idoli, falsa e deformata immagine del Dio della Bibbia. Ma cammina ogni giorno accanto alle nostre fatiche. Il Figlio di Dio si mette in fila come un peccatore qualunque, pur non essendolo, per fare penitenza ed essere battezzato con l’acqua da Giovanni, pur non avendone bisogno. Perché lo fa? Per condividere tutta la nostra esistenza ed essere uomo fino in fondo. Giovanni dal canto suo, appena lo vede, lo annuncia a tutti, cogliendone l’essenza: è l’agnello, mite e umile, che porta su di sé il peccato del mondo e ci salva. Questa è la sua missione: sollevarci da una vita che spesso percepiamo perduta, vuota, inutile, priva di spessore e di prospettiva, che si trascina giorno dopo giorno mentre ci facciamo scivolare gli anni addosso. “Io non lo conoscevo” afferma Giovanni per due volte, prima di asserire che ha “visto” e “testimoniato”. Non lo conosceva ma lo ha incontrato e lo ha riconosciuto, i suoi occhi hanno visto ciò che prima non vedevano. È importante il battesimo con l’acqua come segno della volontà di cambiare strada nella vita. Più importante è il battesimo nello Spirito Santo. Affidare ogni giorno noi stessi a Gesù, l’agnello che porta il peso del male e della sofferenza. E illumina l’esistenza di significato e di una prospettiva di eternità.

Rifletti

Se ripensiamo alla nostra vita quali sono i momenti in cui possiamo scorgere l’intervento di Dio? Che immagine abbiamo di lui oggi? È un Dio “a chiamata” che risolve problemi o che ci aiuta a viverli e superarli nella fatica di ogni giorno?

Prega

Voglio, mio Dio,
fondare la mia speranza soltanto su di te.
Poiché tutto puoi,
fa’ nascere nel mio cuore
la virtù che desidero.
Per ottenere questa grazia
dalla infinita misericordia
Ti ripeterò spesso:
“Gesù, mite e umile di cuore,
rendi il mio cuore simile al tuo”.
Amen.
(Santa Teresa di Lisieux)

Fonte: Ascolta e Medita – Gennaio 2020 curato da Domenico Coviello, Angela Castino – Arcidiocesi di Pisa – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi


Ecco l’agnello di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 1, 29-34 In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio». Parola del Signore