Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 29 Ottobre 2021

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Essi stavano ad osservarlo. Siamo a un punto nodale, perché quando si riesce a vedere l’amore di Dio si vive già nel sabato e si vive di Dio. I capi dei farisei, invece di osservare il sabato riposando, mangiando, bevendo e godendo dei doni di Dio, stanno lì per osservare lui e per criticarlo.

Ed ecco c’era un uomo, uno dei capi dei farisei che lo stava osservando, che si trovava davanti all’idropico, facendogli da specchio. L’idropico è uno che ha sempre una gran sete, una grande arsura, un gran desiderio di acqua, così come chi ha sempre un gran desiderio di fare per essere perfetto. Ma cosa capita a questo malato? Ha dentro qualcosa che non funziona, per cui tutto ciò che mangia e che beve invece di diventare vita lo gonfia di morte. È il lievito dei farisei, l’ipocrisia, il protagonismo, l’essere al centro.

Gesù guarì l’uomo malato, lo congedò e lo lasciò libero. È ciò che Gesù vuole fare anche con il fariseo, con ciascuno di noi: vuole prenderci, sgonfiarci e renderci liberi da questa gabbia di morte che abbiamo dentro. (dalla Lectio 76 di padre Filippo Clerici e padre Silvano Fausti)

Per riflettere

Noi, con quali occhi osserviamo i nostri fratelli?

Dammi, o Signore, una buona digestione ed anche qualcosa da digerire.
Dammi la salute del corpo col buon umore necessario per mantenerla.
Dammi, o Signore, un’anima santa che faccia tesoro di quello che è buono e puro,
affinché non si spaventi del peccato, ma trovi alla tua presenza
la via per metter di nuovo le cose a posto.
Dammi un’anima che non conosca la noia, i brontolamenti, i sospiri e i lamenti
e non permettere che io mi crucci eccessivamente
per quella cosa troppo evidente che si chiama “io”.
Dammi, o Signore, il senso del ridicolo.
Concedimi la grazia di comprendere uno scherzo,
affinché conosca nella vita un po’ di gioia
e possa farne parte anche agli altri. Amen.
(San Tommaso Moro)


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