Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 29 Giugno 2021

46

Simone detto Kefa: uomo dal carattere rude, impetuoso e controverso, semplice e generoso. Gesù lo ha amato profondamente e lo ha reso testimone della sua missione: con Giacomo e Giovanni era presente alla risurrezione della figlia di Giàiro, sul monte Tabor lo ha visto trasfigurato nella sua gloria, nell’orto degli Ulivi ha partecipato al momento più tragico della vita terrena del suo Maestro. Sì, ha tradito il suo Signore, eppure quando diceva che non lo avrebbe mai abbandonato ci credeva davvero.

Gesù lo ha scelto tra molti come discepolo, gli ha dato un nome nuovo per un nuovo destino: Pietro diventerà la roccia sulla quale getterà le basi della sua chiesa. Chi è stato Gesù per lui? Ha lasciato il mare e le sue reti per seguirlo… ha sacrificato la famiglia. Spesso non ha compreso la sua parola e i suoi gesti, ma il cuore gli batteva forte quando lo ascoltava. Giorni e notti in cammino senza capire quale fosse veramente la meta e il destino del suo Signore, che tante volte aveva annunciato la propria morte e risurrezione.

Eppure Gesù è tutto per lui, anche se sa di non esserne degno. Conosce i suoi limiti, e quando ha rinnegato per tre volte il suo Maestro i suoi occhi hanno incontrato quelli di lui, e ha pianto amaramente. Non dimenticherà più quello sguardo intriso di sangue e dolcezza. Quando Gesù risorto gli chiederà per tre volte se lo ama e per tre volte lo confermerà del suo mandato, Pietro riconoscerà che l’amore per il suo Maestro è stato povero, ma si sentirà perdonato e riuscirà finalmente a perdonare se stesso.

Lo Spirito Santo discenderà su di lui e i suoi compagni, lo trasformerà e non avrà più paura… il coraggio e l’amore divino lo renderanno sapiente e, finalmente sicuro di sé, saprà parlare alle folle del suo Signore e suo Dio con autorità e potenza! Pietro, uomo fatto di terra, scelto da Dio per edificare la sua Chiesa.

Per riflettere

Pietro è santo, ma non è stato uomo ricco di virtù e perfezione. È stato l’amore del Signore che lo ha trasformato e lentamente lo ha reso docile alla sua volontà. Così la sua vita si è trasformata in un capolavoro. Può farlo anche con ognuno di noi, se ci lasciamo impastare. Tutti siamo destinati alla santità, nonostante le nostre imperfezioni. È proprio da qui che può nascere la bellezza di una vita realizzata.

Preghiera finale

Simon Pietro, servo e apostolo di Gesù Cristo, a quanti nella giustizia del nostro Dio
e salvatore Gesù Cristo hanno ricevuto in sorte con noi la stessa preziosa fede:
grazia e pace abbondino per voi, nella conoscenza di Dio e di Gesù Cristo nostro Signore.
La sua potenza divina ci ha donato tutto quello che ci serve per la vita e la pietà,
grazie alla conoscenza di colui che ci ha chiamati con la sua gloria e forza.
Con questo ci ha donato i grandissimi e preziosi beni promessi,
affinché per loro mezzo diventiamo partecipi della natura divina,
fuggendo la corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza.
Per questo, mettendo ogni impegno, aggiungete alla vostra fede la virtù,
alla virtù la conoscenza, alla conoscenza l’auto dominio, all’auto dominio la costanza,
alla costanza la pietà, alla pietà l’amore fraterno, all’amore fraterno la carità.
Queste qualità, se saranno presenti e abbonderanno in voi,
non vi lasceranno inoperosi e senza frutto nella conoscenza del Signore nostro Gesù Cristo.
(Seconda lettera di Pietro 1, 1–8)


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

Articolo precedentedon Ivan Licinio – Commento al Vangelo del 29 Giugno 2021
Articolo successivodon Nicola Salsa – Commento al Vangelo del 29 Giugno 2021