Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 29 Aprile 2022

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«Nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». Come è possibile conoscere il Padre se non si conosce il Figlio? Allo stesso modo, è incomprensibile ciò che Gesù ci indica del cielo se non si comprende ciò che egli ha compiuto e mostrato sulla terra. Quale messaggio possiamo trarre da queste parole?

Di fatto, Gesù ci richiama a ciò che Egli compie ed opera nello spazio della sua vita; non si può prescindere dalle sue azioni se si vuol comprendere chi sia Dio e cosa richieda alle nostre esistenze aver fede in Lui. La portata inedita del Vangelo sta esattamente nel fatto che la verità non passi più solo dalla testimonianza dei profeti, ma dall’incarnazione stessa della Parola. Non è più solo un testo ispirato che introduce Dio nelle nostre vite, ma una persona; ed è proprio nella persona di Cristo Gesù che troviamo la chiave della nostra fede e del nostro essere al mondo.

Se assumiamo questo sguardo, allora troveremo ristoro per la nostra vita; il giogo, da sostenere in Cristo, sarà dolce e il peso leggero, perché sollevato dalla sua salvezza.


AUTORI: I commenti di questo mese sono curati da Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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