Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 28 Novembre 2020

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Medita

Il brano del vangelo di oggi non è altro che la conclusione del discorso escatologico che Gesù tiene agli apostoli a Gerusalemme negli ultimi giorni prima della sua passione. Luca esprime in un crescendo sempre più intenso e puntuale il cammino da percorrere per riconoscere la venuta del figlio dell’uomo nella nostra vita, invitandoci esplicitamente a vegliare su noi stessi.

La messa in guardia riguarda fondamentalmente il pericolo dell’intontimento spirituale, provocato dal perdersi in cose che offuscano il nostro sguardo, siano esse eventi che ci procurano piacere, ebbrezza, come il successo, le soddisfazioni, oppure che ci sprofondano in preoccupazioni, angosce.

Tutto questo ci conduce a vivere una vita distratta, perché occupa il nostro cuore e la nostra mente impedendoci di mantenere un orientamento nella vita e restare in attesa della venuta del Signore. La venuta del Signore giungerà improvvisamente, congelando nell’istante la situazione che trova.

E dunque sono necessarie due cose per far fronte a questo ottundimento: la veglia, la vigilanza attenta alla sua parola cogliendola nella Scrittura ma anche nella natura, nel volto e nella vita dei fratelli; e la preghiera, quale capacità di stare davanti a Dio, di lasciarsi amare e perdonare da Lui, di discernimento della sua presenza in noi, di invocazione dello Spirito perché ci riconosciamo bisognosi della sua forza per sfuggire al male che ci circonda e che ci abita.

Preghiera finale

Ti supplichiamo, Spirito santo,
Spirito di forza, di conoscenza e di timore,
Spirito di sapienza, di scienza e di discernimento,
Spirito di compassione e di vero amore:
santificaci, corpo e anima,
e saremo agnelli splendenti e senza macchia.
Guariscici dal nostro egoismo e accendi in noi il fuoco del tuo amore;
poni nei nostri spiriti la vera fede degli apostoli,
fa’ penetrare nei nostri cuori la beata speranza e la grande consolazione
che ci stabiliranno ben al di sopra delle vanità di questo mondo.
Non permettere che rimanga in noi ciò che ci può distrarre da te
e dalla santità del tuo amore: inimicizia, invidia e odio.
Effondi in noi i tuoi doni vivificanti
come facesti un tempo con gli apostoli
e, ovunque saremo, ti renderemo testimonianza
con franchezza, con le nostre stesse vite:
nel tempo libero e nel lavoro,
in parole, in pensieri e in ogni nostro atteggiamento,
di sera e di mattina, di giorno e di notte.
Donaci la vera vita in questo mondo,
e in quello futuro ti glorificheremo
con le nostre azioni e con le nostre lodi,
e ti magnificheremo con il Padre e con il Figlio:
Trinità vivificante, gloria a te nei secoli dei secoli. Amen.


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Cristina Martinelli, Chiara Martinelli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi