Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 28 Gennaio 2021

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Medita

Torna in questa lettura un tema di misura. Un tema familiare a contadini e commercianti, sempre impegnati a misurare i pesi e i volumi e a scambiare i prodotti dell’agricoltura.
Lavorare con le misure obbliga ad un atteggiamento preciso, scrupoloso, consapevole dei limiti e delle scarsità. Non si butta niente, non si spreca niente. Tutto si misura. Gesù istituisce una strana corrispondenza: nell’ultimo giorno (i verbi sono tutti al futuro) verrà usata la stessa misura che avremo usato noi oggi. Ma se l’ultimo giorno sarà il giorno del giudizio e della venuta del Signore, allora ogni misura sarà eterna, infinita, letteralmente smisurata. Come può Dio usare una misura inferiore alla sua?

La conseguenza è una sola: che noi dobbiamo usare fin da subito, qui, una misura infinita, una misura smisurata. La carità è questa misura smisurata. San Tommaso d’Aquino ha scritto che tutte le virtù hanno una misura: possiamo tradurre che è bene essere operosi, ma con misura, per non diventare frenetici; è giusto essere prudenti, ma con misura, per non diventare timorosi e paurosi. Esiste una sola virtù, dice Tommaso, che non ammette misure, ed è l’amore.

Per riflettere

Abbiamo molti modi di tenere l’amore per gli altri entro misure ben definite. Non esageriamo, ecco. E poi lei non si fa mai sentire. L’ultima volta in effetti ha risposto male. Serve reciprocità: non si può sempre dare. E poi “la religione ci vuol posati”.

Preghiera finale

Non c’è amore più grande
di chi dà la vita per la persona che ama (Gv 15, 13).
O Spirito Santo,
vieni nel mio cuore,
riscaldalo,
infiammalo!
(Santa Caterina da Siena)


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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