Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 28 Dicembre 2020

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Medita

Nuovamente torna una sfumatura cupa ad accompagnare la venuta del Salvatore. Anche in questo caso si tratta di innocenti, di martiri così lontani dalla colpa da essere perfino bambini. Come mai l’arrivo del Salvatore deve essere accompagnato fin da subito da eventi così profondamente dolorosi? Non basta e non è bastato il Cristo? Perché continuano a soffrire o morire i giusti? Dov’è dunque la giustizia divina quando a provare dolore è chi non lo merita e il malvagio è lasciato invece senza pena?

In molti di noi si saranno posti queste domande almeno una volta nella vita, sentendo l’urgenza di interpellare il Signore direttamente. In questo caso possiamo vedere con chiarezza che anche i bambini di Betlemme, ricordati come gli innocenti martiri, fanno parte del disegno di salvezza. Muoiono per il Cristo, ma Cristo muore per loro salvandoli definitivamente. E questo si potrebbe dire di qualsiasi giusto che muoia nel nome del Signore o schiacciato dalla malvagità dell’uomo. Chiunque, anzi, condivida con Gesù la sorte dell’ingiustizia, sostiene con Lui la croce. Si scontra e batte contro il male. Quei bambini, dunque, e chiunque con loro condivida il loro destino, sono cooperatori del disegno divino senza saperlo, nell’incoscienza del loro essere creature. Il Signore apre per tutti noi una via di grazia, che noi spesso non vediamo e non siamo in grado di comprendere, ma entro la quale il Cristo ci porta fino in fondo, salvandoci e sconfiggendo il peccato.

Per riflettere

Quanto spesso ci facciamo collaboratori del bene? Sentiamo solo il peso di questa missione o ci sentiamo effettivamente in comunione con Cristo? Cerchiamo di esercitare questo pensiero di fronte ai fatti del mondo. Offriamo le nostre fatiche, gioiamo nella prospettiva che guarda alla salvezza offerta dal Signore.

Preghiera finale

È buio dentro di me,
ma presso di te c’è luce.
Sono solo,
ma tu non mi abbandoni.
Sono impaurito,
ma presso di te c’è aiuto.
Sono inquieto,
ma presso di te c’è pace.
In me c’è amarezza,
ma presso di te c’è pazienza.
Io non comprendo le tue vie,
ma tu conosci la mia via.
(Dietrich Bonhoeffer)


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi