Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 28 Aprile 2022

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«Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui, infatti, che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito». Il discorso che viene fatto in questo passo del Vangelo (e la cui attribuzione è poco chiara ai commentatori e agli studiosi) riconosce in Cristo il Figlio di Dio e ben si accompagna al dialogo avuto con Nicodemo, tanto quanto alle parole del Battista che lo precedono. Anche in questo caso, si compendia in un breve passaggio buona parte della fede cristiana.

Vengono, inoltre, date indicazioni difficili ma estremamente chiare su chi sia Gesù e in che maniera si qualifichi quale l’eletto del Signore. Quando inizialmente si distingue tra chi viene dalla terra e chi viene dal cielo, si sta affermando esattamente questo: mentre tutti gli altri profeti, il Battista compreso, appartengono ad una dimensione solo umana e terrena, Gesù viene da Dio e da Dio trae tutta la sua conoscenza e la sua potenza.

Chi accetta la testimonianza autentica del Cristo accetta Dio e conferma che Egli sia veritiero. Nelle opere e nei gesti di quello che era creduto solo un nazareno, infatti, non solo vi è la conoscenza del Padre ma anche l’azione dello Spirito Santo; senza misura Gesù dona lo spirito e libera dal male. Chi crede dunque in Cristo, crede in Dio; chi conosce le sue opere conosce Dio.


AUTORI: I commenti di questo mese sono curati da Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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