Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 28 Agosto 2020

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Medita

Il capitolo 25 del vangelo di Matteo è composto da due parabole, quella delle dieci vergini che mediteremo ora e la parabola dei talenti e si concluderà con la nota pericope sul giudizio finale operata dal Figlio dell’uomo.
Il testo di oggi condivide con quello di ieri il tema della vigilanza: Gesù rivolge ai suoi discepoli parole chiare e sempre attuali. Al Nazareno preme sottolineare la pericolosità del sentirsi appagati, di avere la situazione sotto controllo, di adagiarsi su ciò che siamo e che abbiamo. Consapevoli, talvolta e purtroppo, di quella superbia che potrebbe farci pensare autosufficienti. O, al limite, cercare Dio o avvicinarsi a Lui solo in determinate occasioni della vita.
Come il padrone che non si preoccupa dei ladri e il servo malvagio che spadroneggia dimenticando di rimanere servo, così anche il comportamento di alcune vergini rimanda a coloro che vivono alla giornata senza curarsi di quando questa terminerà. Perché terminerà!
Il Signore ci vuole attenti, pronti e consapevoli che il giorno del giudizio non mancherà e che non conoscendone l’arrivo, corriamo il rischio di farci trovare impreparati. La preghiera è uno degli strumenti che permette nel ritmo incredibile ed assurdo della nostra di vita di creare spazi e momenti di relazione con il Padre misericordioso. Lo spazio domenicale ha una valenza comunitaria fondamentale: riceviamo il Corpo e il Sangue di Cristo. Quello individuale consente al singolo di personalizzare tempi e modi. Ed entrambi sono “luoghi” privilegiati di comunicazione con Dio.
Come Monica, anche Agostino, dopo un cammino articolato e tortuoso, insegnò, vivendo da pastore e guida della sua Chiesa, l’importanza di vegliare servendosi della preghiera. Ai catecumeni, in vista del battesimo, chiedeva prima la recita del simbolo di fede e poi del Padre nostro. È la cifra del cristiano: fede e preghiera. Senza dimenticare la carità.

Rifletti

Le vergini sagge si addormentano. I tre discepoli che accompagnarono Gesù nella Passione non riuscirono a restare svegli.
Siamo tutti molto addormentati e facciamo fatica a vigilare: chiediamo al Padre misericordioso di perdonarci e di aiutarci a vegliare, pregando.

Prega

Afferrate sempre lo scudo della fede,
con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno;
prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio.
In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito,
e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi.
(Lettera agli Efesini 6, 16–18)


AUTORE: Claudia Lamberti e Gabriele Bolognini
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
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