Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 27 Aprile 2021

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Il Vangelo di Giovanni parla della festa della dedicazione, che ricorda la riconsacrazione del tempio avvenuta nel 164 a.C., dopo la profanazione attuata da re Antioco. Il portico di Salomone è un colonnato ad una sola navata. I Giudei si fecero intorno a Gesù e gli chiesero se veramente egli era il Cristo. Gesù cerca di far loro capire che quello che egli fa ed opera, in nome del Padre, è la sua testimonianza più vera. Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono. In poche parole, se ascoltiamo bene e meditiamo, troviamo molte risposte alle nostre domande. Gesù vuole testimoniare anche l’ubbidienza al Padre: “Io e il Padre siamo una cosa sola”.
L’ubbidienza di Gesù nasce dal “Sì” di Maria: nella nostra vita l’ubbidienza deve essere un atto di amore alla sua parola e testimoniata nelle nostre opere.

Per riflettere

Accogliere, vivere, porci domande per poter discernere e testimoniare con la nostra vita di cristiani. Non con una fede secondo le nostre certezze, ma conforme alla sua volontà. Signore aiutaci.

Preghiera finale

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;
sui pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
(Salmo 22)


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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