Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 26 Marzo 2020

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Medita

I giudei hanno accusato Gesù per la guarigione del paralitico alla piscina di Betsatà nel giorno di sabato; Egli  risponde con fervore, mettendoli di fronte al fatto che essi non hanno ancora capito nulla, perché non vogliono vedere e rifiutano di ascoltare. Lo fa perché li ama. Analizzando il loro comportamento e le loro parole, Gesù cerca di far capire loro chi Egli sia e perché è venuto tra il suo popolo. All’inizio della sua missione il Battista lo aveva annunciato come la Verità, ma loro non avevano capito. Adesso lo testimoniano le opere che il Padre gli ha dato da compiere e testimoniano che Dio lo ha mandato tra gli uomini per la loro salvezza. Non solo le opere, ma il Padre stesso, nel tempo, ha dato testimonianza del Figlio al suo popolo, ma esso non ha  saputo ascoltare le  Scritture che annunziano il Salvatore.

La Sua parola dona nutrimento e vita, ma essi non la vogliono  riconoscere  perché in loro non c’è l’Amore per Dio: essi hanno solo desiderio di ricevere gloria gli uni dagli altri, mentre il Signore offre l’occasione di far esperienza diretta  di Lui per scoprire  la vera Gloria che viene dall’unico Dio.

Il Signore parla nella verità non per  accusare quelle persone  di fronte al Padre, ma per sottolineare che sono le  Scritture che hanno  preparato l’incontro con Lui qui e ora: Mosè stesso ha scritto di Lui, del Cristo. Infatti se non credono in ciò che di sacro è scritto, come possono ora credere alle parole di Gesù?  E noi come ci poniamo di fronte a questa analisi, noi che oggi ascoltiamo il Vangelo e sappiamo chi è Gesù? Dio rende continuamente testimonianza del Figlio Suo nel nostro cuore e le opere che il Signore compie nella vita  di ognuno di noi  ci mettono il desiderio di coinvolgerci nel  Suo Amore, per farci protagonisti della nostra storia? Chi accoglie la parola di Dio in sé, accoglie la testimonianza del Padre e l’amore per il Suo Figlio Gesù che si rende visibile ai nostri occhi, nella nostra vita. Non siamo mai soli, quel Dio delle  Scritture è qui presente in mezzo a noi.

Rifletti

Ancora oggi  la Parola ci parla dell’Amore di Gesù  per gli uomini: siamo capaci di accoglierlo totalmente nella nostra vita? Abbiamo voglia di fare esperienza di Lui?

Prega

Come Cristo ha compiuto la redenzione attraverso la povertà e le persecuzioni,
così pure la Chiesa è chiamata a prendere la stessa via
per comunicare agli uomini i frutti della salvezza.
La Chiesa non è costituita per cercare la gloria della terra,
bensì per diffondere, anche con il suo esempio, l’umiltà e l’abnegazione.
(Lumen Gentium 8)

Fonte: Ascolta e Medita – Marzo 2020 curato da Domenico Coviello, Angela Castino – Arcidiocesi di Pisa – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi