Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 25 Marzo 2021

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Il mistero che ricordiamo nella festa di oggi ce lo riferisce in sintesi l’apostolo Paolo: «Cristo Gesù pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo e diventando simile agli uomini» (Fil 2, 6–7).
Per essere vicino all’uomo, Dio diventa uomo; non basta: diventa servo.
Il luogo in cui avviene questo fatto straordinario non è il centro dell’impero, e nemmeno Gerusalemme, la città santa, ma un piccolo villaggio della Galilea. Tutto è piccolo, tutto è povero, tutto è insignificante. Compresa Maria, una normale ragazza promessa ad un uomo della discendenza di Davide, che Dio ha scelto per realizzare la sua promessa.

Una ragazza che nel breve dialogo con l’angelo ci presenta le tappe dell’itinerario di ogni sequela di Cristo: l’ascolto della parola inviata da Dio (“angelo” significa “messaggero”), l’ascolto di sé (Maria rimane turbata, sente ciò che si agita nel proprio intimo), l’uso dell’intelletto per capire (“Come avverrà tutto questo?”), la consapevolezza della propria condizione di creatura (“Ecco la serva del Signore”), la disponibilità totale all’azione dello Spirito Santo (“Avvenga in me quello che hai detto”).
Nel Vangelo di Luca leggiamo che mentre Gesù predicava una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!». (Lc 11, 27 -28). Tutti coloro che hanno ascoltato la Parola e l’hanno messa in pratica hanno prolungato nei secoli il mistero di Dio che si incarna e cammina fra gli uomini. Che il Signore ci aiuti ad essere oggi sua presenza nel mondo.

Per riflettere

«Non temere—dice l’angelo a Maria—perché hai trovato grazia presso Dio». Ci credo davvero o sono incapace di vedere quanti doni Dio ha messo nella mia vita?

Preghiera finale

Santa Maria, donna gestante, creatura dolcissima,
che nel tuo corpo di vergine hai offerto all’Eterno la pista d’atterraggio nel tempo,
scrigno di tenerezza entro cui è venuto a rinchiudersi Colui che i cieli non riescono a contenere,
noi non potremo mai sapere con quali parole gli rispondevi,
mentre te lo sentivi balzare sotto il cuore,
quasi volesse intrecciare anzi tempo colloqui d’amore con te.
Forse in quei momenti ti sarai posta la domanda
se fossi tu a donargli i battiti, o fosse lui a prestarti i suoi.
Santa Maria, donna gestante, grazie perché,
se Gesù l’hai portato nel grembo nove mesi,
noi ci stai portando tutta la vita.
Donaci le tue fattezze. Modellaci sul tuo volto.
Trasfondici i lineamenti del tuo spirito.
Perché, quando giungerà per noi il dies natalis,
se le porte del Cielo ci si spalancheranno dinanzi senza fatica,
sarà solo per questa nostra, sia pur pallida, somiglianza con te.
(Don Tonino Bello)


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi