Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 24 Luglio 2020

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Medita

Collochiamo innanzitutto il brano nel suo contesto. Gesù seduto sulla riva del lago di Tiberiade fa il suo grande discorso alla folla sul regno dei cieli ed inizia raccontando la parabola del seminatore. Ai discepoli intervenuti per chiedergli il perché delle parabole Gesù risponde che la sua parola è destinata ad essere compresa solo da chi già ha avuto la grazia di essere suo discepolo, mentre la folla è destinata a non capire. In altre parole, Gesù non sta facendo evangelizzazione, ma catechesi. Qui inizia il brano con la spiegazione rivolta ai discepoli della parabola del seminatore che stiamo meditando. In effetti il regno dei cieli, e quindi parabola e spiegazione, sono argomenti per chi la parola di Gesù l’ha ascoltata ed accolta. Proprio come noi, che siamo quindi sollecitati a trarne insegnamento.
Dal seme caduto sulla strada, quindi allo scoperto, si può imparare che la parola va meditata e ben compresa dentro di sé prima di proclamarla e di metterla in pratica.

Come i sassi per un germoglio, così il conformismo e le contrarietà impediscono alla parola di ben radicare nel nostro cuore pregiudicandone il pieno sviluppo.
Le lusinghe del mondo possono essere fatali per un cuore fecondato dalla parola, come i rovi per una pianta che ci si trova in mezzo.
Ma che gioia quando il seme si trova in terra buona! La pianta cresce vigorosa, dà frutto e il frutto a sua volta dà altri semi.

Rifletti

“Produce ora il cento, ora il sessanta ora il trenta”. Questo tipo di modo di dire viene espresso di solito nella sequenza contraria, cioè in crescendo. Vien fatto quindi di pensare che l’evangelista Matteo, esprimendola in questa forma, volesse dire qualcosa. Se così è, forse Matteo ci vuol dire che ciò che conta è il frutto, non la quantità. Un po’ come con gli operai della vigna, pagati tutti alla stessa stregua indipendentemente dalle ore di lavoro fatte perché “così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi”.

Prega

Le difficoltà che incontriamo
nel mettere in pratica la tua parola, Signore,
sono molte e Tu sai quanto sia debole la nostra fede.
Ti preghiamo se possibile di risparmiarcele,
altrimenti aiutaci tu a superarle.


AUTORE: Claudia Lamberti e Gabriele Bolognini
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
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