Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 24 Giugno 2021

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…Elisabetta è cugina di Maria. Anziana e sterile, aveva avuto la promessa e la grazia da Dio di poter partorire un figlio. Era donna di fede come Maria, ed era rimasta incinta sei mesi prima della cugina. Aveva trascorso con lei gli ultimi tre mesi della sua gravidanza perché anche Maria era incinta e aveva avuto notizia dall’angelo che la cugina Elisabetta aspettava un figlio pur essendo vecchia.

“Nulla è impossibile a Dio!”, aveva sottolineato l’angelo a Maria. Il piccolo Giovanni, sin da quando era nel grembo di sua madre, aveva sussultato di gioia al saluto di Maria, perché aveva riconosciuto il suo Signore. Ed Elisabetta, nel salutare Maria, fu ricolma di Spirito Santo; in seguito la chiamerà beata, perché ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le aveva promesso. Ma anche Elisabetta ha creduto che la sua preghiera è stata ascoltata, così si è abbandonata alla volontà di Dio, non ha avuto timore come Zaccaria, suo marito.

Chissà come lo Spirito Santo avrà unito le due donne, quanta ricchezza e grazia avrà ricevuto Elisabetta dalla presenza di Maria! Dio ha voluto che la missione di Gesù fosse annunciata da un parente, da un cugino. Ha voluto preparare il terreno sin dal grembo delle due madri, ha voluto che Giovanni conoscesse la gioia divina ancor prima di nascere, perché Gesù è il Messia tanto atteso. È straordinaria questa storia, incredibile ciò che unisce queste due donne, ancor più di ciò che unisce Elisabetta e Zaccaria! Quella promessa che si fa carne è confermata dal nome Giovanni, che significa “Dio ha esaudito”. Alla nascita di Giovanni, quanta meraviglia tra i vicini e i parenti, mentre Zaccaria riacquista la parola per benedire Dio! Giovanni si è fatto annunciatore del suo Signore già dal grembo di sua madre; perché questa sarà la sua missione. “Che sarà mai questo bambino?” è ciò che si domandavano coloro che sentivano parlare di lui.

Come Gesù, anche Giovanni sarà un bambino accompagnato da Dio e fortificato ed educato dallo Spirito, per prepararsi al suo mandato. Giovanni sarà il profeta più grande, “profeta dell’Altissimo”, colui che ricondurrà molti figli di Israele al Signore e preparerà la strada al Messia. Lo profetò suo padre Zaccaria quando ricevette di nuovo la parola da Dio. Giovanni rimarrà fedele alla parola del Signore, predicherà l’urgenza della conversione. Come Gesù, anche Giovanni morirà per ciò che ha annunciato e predicato.

Per riflettere

La fede totale di Elisabetta e il dubbio di Zaccaria, anche se uomo di fede, accompagnano il mio cammino di conversione. È naturale questa lotta interiore, questa lotta spirituale! Eppure il Signore ascolta la mia preghiera ed esaudisce la mia richiesta, anzi mi dona più di ciò che ho chiesto, come ha fatto per Elisabetta e Zaccaria.

Preghiera finale

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli la via,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza per la remissione dei peccati,
grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio per cui verrà a visitarci un sole dall’alto,
per illuminare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte,
per guidare i nostri passi sulla via della pace.
(Vangelo secondo Luca 1, 76–79)


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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