Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 22 Ottobre 2020

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Medita

Gesù si è fatto uomo per portarci il suo fuoco, quello dell’amore, della Parola, della fede, un fuoco che per divampare completamente avrà bisogno della sua morte e della sua resurrezione. Gesù porta il fuoco perché vuole che scegliamo di stare con Lui o contro di Lui, non vuole dei cristiani tiepidi. Il cristiano vero è infatti travolto dalla passione e agisce con amore e per amore. Non cerca il quieto vivere, il benessere, il compromesso, il lasciar correre, perché è pieno di una passione che lo fa combattere contro il perbenismo e le ingiustizie. Nella vita interiore di questo cristiano non troviamo senso di tranquillità, sensazione di essere a posto con la coscienza, ma troviamo un combattimento, una lotta interiore continua perché il nemico, la tentazione, è sempre lì pronta a cercare di avere la meglio. Un senso di pace può nascere solo dalla consapevolezza di aver fatto del proprio meglio, di averci provato… e, in caso di insuccesso, di aver affidato a Dio il nostro dolore e il nostro pentimento, per godere poi del suo perdono.

Rifletti

Sono un credente convinto o tiepido? Sono mosso dal fuoco dell’amore o vivo una vita di compromessi, di giustificazioni (“…Lo fanno tutti”)?

Prega

Signore, abbiate pietà di me.
Vedo già che merito di esser vomitato da voi per li tanti difetti con cui vi servo.
Misero, perciò mi vedo senz’amore, senza confidenza e senza desideri.
Gesù mio, non mi abbandonate;
stendete la vostra potente mano e toglietemi da questo fosso di tepidezza,
in cui mi vedo caduto.
Fatelo per li meriti della vostra passione, in cui confido.
Vergine Santa,
le vostre preghiere possono sollevarmi, pregate per me.
(San Alfonso Maria de’ Liguori)


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Giovanni Mascellani, Luisa Prodi
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
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