Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 22 Gennaio 2021

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Medita

Due notazioni. La prima: se un leader religioso volesse creare un movimento di una qualche consistenza, si circonderebbe di gente seria, preparata, motivata. La lista dei discepoli di cui ci parlano i vangeli è invece imbarazzante, non suggerisce certo un team destinato al successo. Alcuni sono figli di pescatori e pescatori a loro volta. Spicca Matteo, che doveva essere istruito (almeno sapeva fare di conto) e certamente era molto ricco. Se gli altri avessero avuto titoli di qualche tipo, o professioni di qualche reputazione, i vangeli ce lo avrebbero detto. Se pensiamo che i vangeli sono scritti molto dopo la morte di Gesù e ad uso delle prime comunità, viene da meditare sulla confessione di modestia che ammettono.

La seconda: in tutte le liste il primo nome che compare è Pietro. Scrivendo i vangeli, tutti gli autori riconoscono che tra gli apostoli Pietro ha un ruolo significativo. Ma Pietro è quello che nei vangeli fa le peggiori figure. Non capisce, non riesce a seguire Gesù. Alterna entusiasmi eccessivi a momenti sconsolati. Non esercita alcuna guida sui discepoli. E infine lo tradisce per ben tre volte—che è come dire, sempre.
Nell’antichità classica si scrivevano biografie degli uomini illustri per descriverne le capacità straordinarie e i successi, omettendo le zone d’ombra. Se i vangeli fossero una biografia di Gesù sarebbero un vero disastro letterario. Davvero la logica del vangelo è rovesciata.

Per riflettere

Gesù chiama i Dodici perché stiano con lui e poi per mandarli a predicare e guarire. La comunione con Gesù è la condizione e la premessa della missione.
A volte le ruote della nostra missione sono sgonfie. Ci viene subito da risolvere con un supplemento di organizzazione, di zelo, di attività. Forse sarebbe meglio ripensare alla relazione con Gesù.

Preghiera finale

Dio nostro, tu sei al centro di tutto e tutto circondi.
Tutto si curva al tuo passaggio: gioie, progressi, dolori, fallimenti,
errori, opere, preghiere, bellezze, potenze del cielo, della terra e degli inferi.
Tutto mette la propria energia a servizio del tuo spazio divino
e da esso tutto è pervaso con potenza.
Tu non distruggi le cose e neppure le forzi: le liberi, le orienti, le trasfiguri, le animi.
Non le abbandoni, ma ti appoggi su di loro
e avanzi trascinando con te ciò che in loro è santo.
Donaci la purezza di cuore, la fede, la fedeltà,
perché con questi doni si costruisce la nuova terra e si vince il mondo
in Gesù Cristo, nostro Signore.
(Pierre Teilhard de Chardin)


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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