Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 21 Settembre 2020

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Medita

I farisei che vogliono contestare il comportamento di Gesù non si rivolgono a lui direttamente, ma ai suoi discepoli: è una mossa meschina, orientata a ridicolizzare Gesù davanti ai suoi discepoli (forse allo scopo di dividere la comunità che nasce, ma che fa paura per il seguito che sta avendo) piuttosto che alla comprensione della novità del Vangelo. I farisei non hanno interesse ad accogliere con gioia il compimento delle promesse messianiche che la predicazione di Gesù annuncia, ma vogliono provocare un battibecco su chi “è più bravo”: chi ha gli amici giusti, chi fa i sacrifici giusti, eccetera. Si divide il mondo in noi contro di loro e poi, come nei talk show televisivi, lo scopo non è cercare la verità, ma dimostrare di aver ragione e di essere quelli che cascano sempre in piedi.
Una logica diametralmente opposta a quella di Gesù, che interviene prima ancora che i suoi discepoli si riprendano dall’imbarazzo della domanda ricevuta: chi ha intenzione di ridurre la fede ad uno scontro in cui bisogna dimostrare che noi abbiamo ragione e loro hanno torto marcio, semplicemente, sta fuori dal radar di Gesù. La citazione del profeta Osea non serve solamente per zittire la petulanza dei farisei, ma per proporre loro un orizzonte nuovo di conoscenza di Dio. Quel Dio che anche i farisei invocano come “Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe” non ha voluto ignorare l’uomo caduto e peccatore, chiudendosi nel suo cielo perfetto in compagnia degli angeli fedeli, ma si è compromesso, è entrato nella storia e nelle debolezze dell’umanità, prima nell’alleanza con i padri e poi nella persona umana di Gesù stesso.
Questa è la stessa logica che Matteo, peccatore chiamato nelle prime due righe del brano, ha immediatamente afferrato: non ha fatto ricerche sul passato e sulle frequentazioni di chi lo chiamava, ma ha sentito una proposta a vivere una vita diversa dalla prepotenza sfruttatrice che il mestiere di esattore delle tasse gli permetteva, e l’ha accolta senza indugio.

Rifletti

Intendiamo la nostra fede come luogo di ascolto, oppure come battibecco in cui risultare sempre quello che ha ragione?

Prega

Signore com’è bello, non andiamo via,
faremo delle tende e dormiremo qua.
Non scendiamo a valle dove l’altra gente
non vuole capire quello che tu sei. […]
Ma il vostro posto è là, là in mezzo a loro,
l’amore che vi ho dato portatelo nel mondo;
io son venuto a salvarvi dalla morte,
il Padre mi ha mandato ed io mando voi.
(canto liturgico)


AUTORE: Claudia Lamberti e Gabriele Bolognini
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
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